Catechesi

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«Promuovere e sostenere l'impegno di quanti, particolarmente giovani o istituzioni che lavorano con i giovani, si distinguono nei rispettivi settori per contribuire alla promozione di un nuovo umanesimo cristiano». Lo scrive il Papa nel messaggio ai partecipanti alla XXIII seduta pubblica delle Pontificie Accademie, che si è tenuta nel Palazzo della Cancelleria a Roma sul tema «Eternità, l'altro volto della vita», durante la quale è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie di quest'anno.

Suor Veronica Amata Donatello, francescana alcantarina, responsabile del Settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale (Ucn) della Cei, presenta il convegno internazionale «Catechesi e persone con disabilità: un’attenzione necessaria nella vita quotidiana della Chiesa», promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione (Pcpne) dal 20 al 22 ottobre a Roma

Nell’anno pastorale che sta per iniziare, la diocesi di Firenze propone come strumento per la catechesi biblica degli adulti, la lettera ai Colossesi. Un testo abbastanza breve, quattro capitoli appena, ma di una densità teologica enorme e direi anche di un’attualità estrema. Perché in queste, relativamente poche pagine, troviamo l’annuncio forte e deciso di Cristo, consistenza di tutte le cose, e al tempo stesso troviamo anche la tentazioni e le difficoltà che incontrano le Chiese di tutti i tempi.

Una riflessione al termine del convegno toscano degli Uffici catechistici diocesani. Nonostante i cedimenti al secolarismo o le vaste aree di indifferenza, persiste ancora una ricerca di senso che cerca risposte nella pratica religiosa, soprattutto in alcuni momenti significativi: nascita, morte, malattia, creazione di un nuovo nucleo familiare, crescita ed educazione dei figli...

«L’insensibilità di oggi scava abissi invalicabili per sempre. E noi siamo caduti, in questo momento, in questa malattia dell’indifferenza, dell’egoismo, della mondanità». A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata ieri in piazza San Pietro per il Giubileo dei catechisti.

“Chi annuncia la speranza di Gesù è portatore di gioia e vede lontano, perché sa guardare al di là del male e dei problemi. Al tempo stesso vede bene da vicino, perché è attento al prossimo e alle sue necessità”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della messa per il Giubileo dei Catechisti, tenuta in piazza san Pietro. Ai più di 15mila catechisti presenti il Papa ha ricordato l’importanza di portare il primo annuncio: Gesù è risorto e ti ama personalmente, così come sei. “Fagli posto: nonostante le delusioni e le ferite della vita, lasciagli la possibilità di amarti”.