Cei

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“A distanza di un anno, l’impegno a dialogare e a costruire la pace in un’area cruciale per il mondo intero non è venuto meno”. Lo scrive in una nota l’Ufficio delle Comunicazioni sociali della Cei a un anno dall’incontro di riflessione e spiritualità, che si è svolto a Bari dal 19 al 23 febbraio, “Mediterraneo, frontiera di pace”, ricordando l’”opera di riconciliazione e di pace” affidata da Papa Francesco ai vescovi di 20 Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.

“Eminenza, il Suo è stato vero amore alla Chiesa, alle persone che formano la comunità cristiana, agli uomini e alle donne che hanno abitato la Sua storia e non solo. Resta come consegna alle future generazioni la Sua capacità di custodire gli insegnamenti del Concilio Vaticano II”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel messaggio di auguri al card. Camillo Ruini, in occasione del suo 90° compleanno

“Una Chiesa che si muove insieme, che si fa prossima, che ascolta. Una Chiesa in cui la vera autorità è quella del servizio e che fa proprie, con affettuosa condivisione, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce della famiglia umana”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei,

La preoccupazione per la tenuta del Paese ha fatto da sfondo alla sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta in videoconferenza il 26 gennaio 2021, sotto la guida del Cardinale Gualtiero Bassetti , Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Tra le decisioni quella di ripristinare, a partire da Domenica 14 febbraio, un gesto con il quale ci si scambia il dono della pace: un inchino del capo, guardandosi negli occhi

Con il documento "Alla sera della vita" la Chiesa italiana dona una parola felice, davvero felice, al tema della morte e del morire, argomento oggi dominato da una sorta di fatale cupio dissolvi. L’intuizione centrale del documento, curato dall’Ufficio per la Pastorale della Salute della Cei, è che il morire è un processo e che il processo del morire è un tempo relazionale, dove si intrecciano relazioni di cura, relazioni affettive e trame dense di umanità. Oppure trame rarefatte di umanità, abbandono, accanimento o disumanizzazione. Il morente è un soggetto relazionale e non un oggetto di cura. Nel processo del morire, inteso come un tempo relazionale intenso e potenzialmente ricco, in questo movimento processuale si costruisce il portato del senso e del significato della vita terrena

“Abbiamo capito meglio che non saranno i muri a salvarci, ma il remare insieme – come ha detto Papa Francesco – nella stessa barca che affronta questa tempesta. Da soli non ce la facciamo”. È quanto scrive mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, nell’introduzione al Sussidio per la XXXII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebra domani 17 gennaio.