Cei

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Favorire «trasformazioni equilibrate» delle chiese dismesse, «e consone» al carattere di queste architetture. E' l'auspicio di mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e segretario generale della Conferenza episcopale italiana, nel saluto al convegno «Dio non abita più qui?», promosso oggi e domani presso la Pontificia Università Gregoriana da Pontificio Consiglio della cultura, Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici e l'edilizia di culto della Cei, e dallo stesso Ateneo.

Capacità di convergere su progetti condivisi. Questa la parola d’ordine rilanciata oggi da don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, all’indomani del convegno nazionale «Chiesa italiana e salute mentale 2» e in occasione dell’Assemblea generale d’autunno dell’ Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari) che si è aperta questa mattina a Roma. Il sacerdote mette in luce i temi «caldi» e traccia prospettive e linee di lavoro dei prossimi mesi.

Approvati 109 progetti, per i quali saranno stanziati € 13.116.270, provenienti dai fondi dell’8xmille Cei, così suddivisi: € 8.818.804 per 43 progetti in Africa; € 1.559.526 per 40 progetti in America Latina; € 2.345.188 per 24 progetti in Asia; € 362.752 per 1 progetto in Medio Oriente; ed € 30.000 per 1 progetto in Est Europa. Questi i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo della Cei, tenutasi venerdì 16 e sabato 17 novembre a Roma, e resi noti oggi.

(dall'inviata a Milano) - «Ti chiediamo perdono per il modo in cui abbiamo abusato della terra sprecando le sue risorse, riducendone ampie zone a discarica e deserto». Le Chiese cristiane in Italia chiedono perdono per tutte le volte che gli uomini hanno abusato del Creato. Lo hanno fatto ieri sera nel corso di una commovente preghiera ecumenica che si è svolta a Milano nella basilica di S. Ambrogio, nell'ambito del convegno Cei sulla custodia del Creato. Una sentita invocazione di perdono intervallate dal canto del Kyrie eleison, intonato dal coro della Chiesa ortodossa russa.

Dopo un percorso di 16 anni si è arrivati nell'Assemblea straordinaria dei vescovi italiani (Roma 12-15 novembre) all'approvazione del nuovo Messale Romano. Ma, come ha spiegato il card. Bassetti, ci vorrà un po' di tempo prima che venga pubblicato ed entri in vigore con la nuova traduzione di una frase del Padre Nostro.