Cei

Ultimi contenuti per il percorso 'Cei'

(dall'inviata Sir ad Assisi) «Ripensare la formazione permanente fino a farne un capitolo di quella riforma della Chiesa che Papa Francesco richiama con insistenza e che non si può fare senza un nostro rinnovamento»: è l'impegno che i vescovi italiani si assumono nel Messaggio inviato ai «presbiteri delle Chiese d'Italia», a conclusione dei lavori, nel quale esprimono «ammirazione e gratitudine» a tutto il clero italiano.

Cei

“Dammi il cinque!” è il titolo di un video realizzato dalla Caritas italiana con le immagini di uno dei 27 campi profughi del Kurdistan iracheno, dove una delegazione della Cei guidata dal segretario generale monsignor Nunzio Galantino si è recata di recente. Tra i profughi, anche il vescovo caldeo di Musul, Emil Nona, fuggito con 120mila cristiani: “La nostra terra - dice - custodisce la memoria del passaggio degli apostoli Tommaso e Taddeo, abbiamo chiese che risalgono al II secolo dopo Cristo. Da allora è la prima volta che non vi si celebra più nemmeno la messa”. “Senza lavoro né sicurezza sociale - continua il vescovo - la mia gente cerca di emigrare all’estero. Ci sono ragioni fondate perché da qui a qualche anno non ci sia più nemmeno traccia della presenza cristiana”. Dopo aver ascoltato queste parole, la Caritas Italiana ha deciso di proporre una sorta di gemellaggio tra le famiglie, le parrocchie, le diocesi italiane e quelle dei profughi, raccogliendo donazioni per dare un aiuto concreto. “Siamo chiamati a fare la nostra parte - commenta mons. Galantino - affinché questi fratelli, perseguitati per la loro fede, non si sentano anche dimenticati nella loro sofferenza”.

«La lebbra del male sta alla porta dell'anima, cerca ogni occasione per insinuarsi, si presenta con panni non solo seducenti ma spesso anche legittimi e buoni». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, commentando durante l'omelia celebrata oggi nella Basilica inferiore di Assisi il brano evangelico dell'incontro di Gesù con i lebbrosi.

«I sacerdoti santi sono peccatori perdonati e strumenti di perdono. La loro esistenza parla la lingua della pazienza e della perseveranza; non sono rimasti turisti dello spirito, eternamente indecisi e insoddisfatti, perché sanno di essere nelle mani di Uno che non vien meno alle promesse e la cui Provvidenza fa sì che nulla possa mai separarli da tale appartenenza»: lo scrive il Papa nel «messaggio» rivolto alla 67ª assemblea generale della Cei che si è aperta questo pomeriggio ad Assisi con la prolusione del presidente card. Angelo Bagnasco.

«È irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell'umano». È il monito che viene dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che nella prolusione (testo integrale) con cui ha aperto, oggi pomeriggio ad Assisi, i lavori della 67ª Assemblea generale dei vescovi».