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«Riconoscenza per un magistero ricco di parole di segni, disponibilità piena e impegno fattivo al coinvolgimento in un cammino di conversione pastorale e missionaria, sostegno affettuoso nutrito di preghiera e di comunione fraterna». Sono i sentimenti con i quali la Presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei), a nome di tutta la Chiesa che vive in Italia, si stringe attorno al Santo Padre Francesco in occasione del primo anniversario della sua elezione (13 marzo).

«Mi sentirei ancora più umiliato, se dovessi pensare che l'Italia è la fotocopia di ciò che è successo ieri in Parlamento». Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale ad interim della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti, durante la conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio permanente.

«Sostanzialmente vedo una Chiesa vitale. Vitale nella comunione interna alla Chiesa stessa e vitale, efficace e profetica per quanto riguarda la propria presenza nel cammino del Paese e nelle grandi sfide che attraversano l'Italia». È uno dei primi commenti a caldo raccolti dal Sir a margine del Consiglio permanente della Cei in corso a Roma. A parlare è mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia e presidente della Commissione ecumenismo e dialogo della Cei, che in un'intervista al Sir traccia anche un bilancio sulla Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani appena conclusa.

«Viva gratitudine» al Papa, che «ci ha mostrato particolare fiducia chiamandoci a rivisitare lo Statuto dell'episcopato italiano». Ad esprimerla è stato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che all'inizio della prolusione di apertura del Consiglio permanente ha reso noto che, «a distanza di quattordici anni dalla sua formulazione», i vescovi italiani riprendono in mano lo statuto della Cei «alla luce delle attuali circostanze storiche, nel segno di una crescente partecipazione, nonché del rinnovato slancio missionario affinché il mondo spalanchi il cuore all'amore di Dio». (testo integrale della Prolusione)

Papa Francesco ha nominato segretario generale ad interim della Cei monsignor Nunzio Galantino. In una lettera alla diocesi di Cassano all'Jonio, di cui quest'ultimo è vescovo, il Pontefice scrive: «Per una missione importante nella Chiesa italiana, ho bisogno che monsignor Galantino venga a Roma almeno per un periodo».

«La Chiesa italiana ha vissuto da vicino per evidenti motivi geografici questo momento veramente rivoluzionario del passaggio di testimone da Papa Benedetto a Papa Francesco. Una rivoluzione che è stata definita ‘silenziosa’ perché ha avuto la capacità di mettere la Chiesa in una nuova condizione rispetto al suo compito di sempre che è l’annuncio del Vangelo». Lo afferma al Sir monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, nell’intervista in cui fa il punto sugli impegni che attendono la Chiesa italiana nell’anno 2014.

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In un momento di smarrimento, di precarietà e di perdita di fiducia, l'augurio del cardinale Betori è che «i credenti credano davvero al Natale, e credendo nel Natale diventino capaci di una testimonianza che arricchisce tutti. E che tutti anche con l'apporto dei credenti possano ritrovare fiducia nel futuro». Sono queste le parole che il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha rivolto alla città questa mattina nel consueto incontro con i giornalisti che precede il Natale.