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Essere pastori vuol dire camminare in mezzo e dietro al gregge chinandosi su quanti il Signore ci ha affidato, attenti a rialzare e a infondere speranza. Lo ha affermato ieri pomeriggio Papa Francesco, nella Basilica di San Pietro, durante la Professione di Fede dell'Episcopato italiano. Prima dell'omelia di Papa Francesco, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, aveva rivolto un indirizzo di saluto al Santo Padre, ricordando come il cammino delle diocesi sia scandito dall'annuncio del Vangelo e dalla testimonianza della carità.

Nel pomeriggio di giovedì 23 maggio (alle 18), nella Basilica Vaticana, Papa Francesco ha presieduto la solenne Professione di Fede dell’Episcopato Italiano, riunito nella 65ma Assemblea Generale. Dopo l’indirizzo di saluto del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Angelo Bagnasco, e la celebrazione della Liturgia della Parola, il Papa ha tenuto una meditazione, alla quale è seguita la Professione di Fede e la Supplica. Dopo la Benedizione, durante il canto finale del Salve Regina, il Santo Padre ha presentato un omaggio floreale all’immagine della Beata Vergine Maria. Ecco il testo integrale della Meditazione del Papa

Il primo discorso del Papa ai vescovi italiani inizia con una particolare sottolineatura: «Il dialogo con le istituzioni sociali, culturali e politiche è compito vostro, e non è facile». Poi il grazie «per il vostro amore alla Chiesa». La «mancata vigilanza» che rende tiepidi. L'invito ad essere pastori «innanzi, in mezzo e dietro al gregge». Le «prove» e l'affidamento a Maria. TESTO INTEGRALE

«Il dialogo con le istituzioni sociali, culturali e politiche è compito vostro e non è facile». È quanto ha affermato Papa Francesco rispondendo, a braccio, al saluto rivoltogli questa sera dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei nella Basilica di San Pietro. «La mancata vigilanza rende tiepido il Pastore» ha aggiunto «lo impigrisce, trasformandolo in un funzionario, un chierico di stato preoccupato più di sé, dell’organizzazione e delle strutture, che del vero bene del Popolo di Dio». TESTO INTEGRALE

«La gioia del primo incontro» col nuovo pontefice da parte di tutti i Vescovi italiani e «il desiderio di riconoscerci nella fede nel Signore Gesù e partecipi del mistero luminoso della Chiesa»: sono i due sentimenti espressi dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, nel saluto rivolto questa sera a Papa Francesco durante la celebrazione della «professio fidei» nella basilica di S. Pietro.

«La Chiesa fa politica e farà sempre politica, ma non nel senso del mettersi da una parte del dibattito pubblico, nel dibattito partitico, solo perché sostiene una o delle cause per il bene di tutti». A precisarlo, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la prima conferenza stampa dell'assemblea dei vescovi, è stato monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che ha proposito del rapporto tra Chiesa e politica ha affermato: «Non possiamo accontentarci di promuovere solo alcune cause», perché «etica sociale» ed «etica della vita», cioè «l'etica della persona considerata nella sua singolarità e nella rete dei rapporti sociali», vanno insieme. Di qui l'attualità della frase pronunciata da Papa Bergoglio quando era cardinale: «Facciamo politica ma non siamo di parte».