Claustrali

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Papa Francesco ha pregato questa mattina con le Carmelitane scalze, nel loro monastero ad Antananarivo, in Madagascar. Il Papa ha sottolineato l'importanza dei piccoli gesti d'amore, perché sono questi che salvano il mondo, e raccomanda alle monache di vincere ogni ombra interiore con la preghiera e l'apertura del cuore

La Fondazione «La Pira» interviene sulla lettera che 62 monasteri femminili di vita contemplativa hanno rivolto al presidente dello Stato e a quello del Consiglio per esprimere «preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione». 

«La nostra semplice vita di sorelle testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell'accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone». È quanto si legge in una lettera aperta, a firma di 62 monasteri di clarisse e carmelitane scalze italiane, indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e inviata per conoscenza a Papa Francesco. 

«Il Santo Padre Francesco ha compiuto oggi una visita privata al Monastero di clausura delle Clarisse a Vallegloria, Spello (Pg) per incoraggiare le suore di clausura, la vita contemplativa e condividere con loro l'Eucaristia, la preghiera e il pane». Lo rende noto il direttore «ad interim» della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, con una nota diffusa pochi minuti fa.

«Tutti i comandamenti hanno il compito d'indicare il confine della vita, il limite oltre il quale l'uomo distrugge sé stesso e il prossimo, guastando il suo rapporto con Dio». Lo ha spiegato il Papa, che nella catechesi di oggi si è soffermato sull'ultimo comandamento del Decalogo: «Non desiderare il coniuge altrui: non desiderare i beni altrui»