Concistoro

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Al termine della celebrazione del Concistoro, Papa Francesco e i sedici nuovi cardinali che hanno preso parte alla celebrazione, sono saliti su due pullmini che li hanno portati al Monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, per incontrare Benedetto XVI. 

Nella cappella del monastero Francesco ha abbracciato affettuosamente il Papa emerito, seguito dai neoporporati, dal venezuelano Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, fino all’arcivescovo di Chicago Cupich (sh). 

Un incontro fraterno caratterizzato da gioia e semplicità e concluso con la preghiera del Padre Nostro e la benedizione di Benedetto XVI e di Papa Francesco.

Papa Francesco ha celebrato il suo terzo Concistoro, alla vigilia della chiusura dell'Anno Santo straordinario della misericordia. 17 i nuovi cardinali, che fanno salire a 55 le porpore create in quasi quattro anni di pontificato. Fratelli, non nemici, l'invito ai nuovi membri del Collegio cardinalizio, esortati a scendere nella «pianura» dei loro popoli e ad aprire i loro occhi per curarne le ferite.

Amate, fate il bene, benedite e pregate. Questi i quattro imperativi che il Papa ha consegnato ai nuovi cardinali, 17 in tutto di cui 13 elettori e 4 ultraottantenni, durante il Concistoro ordinario pubblico. In particolare ai porporati, molti dei quali provengono da Paesi lontani, periferie segnate dall’odio e dalla guerra, Francesco ha chiesto di amare i propri nemici secondo l’insegnamento di Gesù e imitando l’amore di Dio Padre, vera esigenza di conversione per il cuore dell’uomo che tende invece a giudicare, dividere, innalzare muri e condannare. 

Che ci sarebbero stati presto nuovi cardinali il Papa lo aveva già annunciato ai giornalisti sul volo di ritorno da Baku ma sulla data del concistoro c’era ancora molta incertezza. A sorpresa oggi il Papa, all’Angelus, ha annunciato che saranno 13 da 11 Paesi e che verranno creati nel concistoro del 19 novembre, alla vigilia della conclusione del Giubileo della Misericordia. A loro si aggiungono 4 cardinali ultraottantenni, tra i quali anche un sacerdote albanese.

Nel pieno del Giubileo della Misericordia, Madre Teresa di Calcutta diventerà santa: la cerimonia di canonizzazione si terrà domenica 4 settembre. Papa Francesco ha infatti firmato, durante il Concistoro ordinario pubblico, il decreto per la canonizzazione di 5 beati. Diventeranno santi anche Giuseppe Sanchez del Rio, martire a 14 anni in Messico nel 1929, il sacerdote polacco Stanislao di Gesù Maria, José Gabriel del Rosario Brochero, figura di sacerdote molto popolare in Argentina e a cui è profondamente devoto il Pontefice, e la religiosa Maria Elisabetta Hesselblad, fondatrice delle Brigidine.

“Sul Vangelo degli emarginati si gioca, si scopre e si rivela la nostra credibilità”. Le parole che chiudono l’omelia di Papa Francesco, nella messa per i venti nuovi cardinali celebrata in San Pietro, sono il sigillo di una riflessione intensa sul brano evangelico della guarigione del lebbroso da parte di Gesù. Emarginazione e integrazione sono i due concetti che disegnano la rivoluzione di Cristo, con la logica dell’amore egli scardina la paura, cura il malato e lo reintegra nella famiglia di Dio, scandalizzando. Di fronte ci sono due logiche di pensiero e di fede: la paura di perdere i salvati e il desiderio di salvare i perduti. Logiche che percorrono – afferma il Papa – tutta la storia della Chiesa

Si è concluso con la canonizzazione di tre beate - suor Giovanna Emilia de Villeneuve, religiosa, fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione di Castres; Maria di Gesù Crocifisso, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi; Maria Alfonsina Danil Ghattas, religiosa, fondatrice della Congregazione delle Suore del Rosario di Gerusalemme - il Concistoro di oggi. 

Cardinali perché incardinati nella Chiesa di Roma, non un’onorificenza ma una dignità. Lo spiega Papa Francesco alle nuove 20 porpore, espressione della Chiesa universale, presiedendo il Concistoro nella Basilica Vaticana, al quale ha preso parte anche Benedetto XVI. La riflessione del Pontefice si articola sull’inno alla carità di San Paolo, “parole-guida – afferma il Papa – per il vostro ministero”. Carità magnanima e benevola perché ama senza confini; non invidiosa, non vanitosa né piena di orgoglio: tentazioni alle quali non sono immuni le dignità ecclesiastiche e per questo occorre risaltare la forza divina della carità che trasforma il cuore.