Concistoro

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“Sul Vangelo degli emarginati si gioca, si scopre e si rivela la nostra credibilità”. Le parole che chiudono l’omelia di Papa Francesco, nella messa per i venti nuovi cardinali celebrata in San Pietro, sono il sigillo di una riflessione intensa sul brano evangelico della guarigione del lebbroso da parte di Gesù. Emarginazione e integrazione sono i due concetti che disegnano la rivoluzione di Cristo, con la logica dell’amore egli scardina la paura, cura il malato e lo reintegra nella famiglia di Dio, scandalizzando. Di fronte ci sono due logiche di pensiero e di fede: la paura di perdere i salvati e il desiderio di salvare i perduti. Logiche che percorrono – afferma il Papa – tutta la storia della Chiesa

Si è concluso con la canonizzazione di tre beate - suor Giovanna Emilia de Villeneuve, religiosa, fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione di Castres; Maria di Gesù Crocifisso, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi; Maria Alfonsina Danil Ghattas, religiosa, fondatrice della Congregazione delle Suore del Rosario di Gerusalemme - il Concistoro di oggi. 

Cardinali perché incardinati nella Chiesa di Roma, non un’onorificenza ma una dignità. Lo spiega Papa Francesco alle nuove 20 porpore, espressione della Chiesa universale, presiedendo il Concistoro nella Basilica Vaticana, al quale ha preso parte anche Benedetto XVI. La riflessione del Pontefice si articola sull’inno alla carità di San Paolo, “parole-guida – afferma il Papa – per il vostro ministero”. Carità magnanima e benevola perché ama senza confini; non invidiosa, non vanitosa né piena di orgoglio: tentazioni alle quali non sono immuni le dignità ecclesiastiche e per questo occorre risaltare la forza divina della carità che trasforma il cuore.