Cristiani perseguitati

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Sarà ospite della parrocchia di Chiesanuova (diocesi di Prato) un sacerdote egiziano che porterà la sua testimonianza sulla difficile situazione dei cristiani in quel Paese. Lui si chiama don Talaat Kamal Aziz Ekladious ed è un francescano inviato a Prato dall’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre, contattata dal parroco di Chiesanuova don Serafino Romeo per conoscere e capire le difficoltà che ancora oggi vivono moltissimi cristiani nel mondo.

“Che male può fare un bambinello di gesso? È così fragile e indifeso che non minaccia nessuno”. Così mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico della diocesi di Ales-Terralba, commenta l’atto vandalico della decapitazione del Bambino Gesù del presepe allestito davanti alla chiesa di San Sebastiano

«L’Isis starebbe pianificando attentati con autobomba per colpire le chiese cristiane durante le messe di Natale«: a denunciarlo, in una intervista al Sir, è il vicario episcopale della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord, padre Antonio Ayvazian.

«Nessuna decisione finale è stata presa» in merito al rilascio, ai cristiani di Gaza, dei permessi per recarsi a Betlemme per le feste natalizie. È quanto afferma Wadie Abunassar, portavoce dell'Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, riportando il contenuto di un «vago messaggio» del Cogat, (Coordination of Government Activities in the Territories), il Coordinamento delle attività del governo israeliano nei Territori Palestinesi, giunto ieri sera.

Una lettera aperta a 11 donne «influenti» italiane, per chiedere il loro sostegno per Huma Younus, la 14enne cristiana di Karachi in Pakistan, rapita il 10 ottobre scorso e in seguito violentata e costretta a convertirsi all'Islam e a sposare il proprio sequestratore, il musulmano Abdul Jabbar. A scriverla è la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che da tempo si sta battendo per tenere alta l'attenzione su questo caso nella convinzione che «come ci ha insegnato la vicenda di Asia Bibi, l'eco mediatica e la pressione internazionale hanno il potere di salvare delle vite umane».