Cristiani perseguitati

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Gli apostoli «sono uomini decentrati da se stessi», «non si lasciano intimorire da nessuno». «Sentono che non possono dire: ‘io sono'», ma dicono: «Noi, lo Spirito Santo e noi». Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell'udienza di oggi, dedicata al tema del discernimento, sulla scorta degli Atti degli apostoli.

«Se questo non è odio contro la fede e contro la religione cos'altro può essere?». Una lettera di protesta contro «l'arbitrario e unilaterale provvedimento assunto di recente dal governo della nazione con la statalizzazione delle nostre cliniche» (29 ospedali e centri sanitari) e «delle nostre scuole» è stata inviata dai vescovi eritrei il 4 settembre al ministro dell'istruzione pubblica Semere Re'esom.

Centinaia di giovani cristiani hanno organizzato nei giorni scorsi una marcia di protesta nelle strade di Ranchi, capitale dello Stato del Jarkand, nell'India orientale. Accusano il governo locale, guidato da dirigenti del Bharatiya Janata Party (il partito nazionalista indù attualmente al governo nazionale) di violare i loro diritti costituzionali e di «abuso di autorità con molestie e intimidazioni».

Oggi, 15 agosto alle ore 11.15, presso la residenza Santa Marta, il Santo Padre ha ricevuto una delegazione della Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre e benedetto 6000 coroncine del Rosario che il 15 settembre saranno distribuite a cristiani siriani di ogni denominazione i cui parenti sono stati rapiti o uccisi durante la guerra, nell’ambito della campagna di preghiera «Consola il mio popolo«promossa da ACS assieme alle Chiese cattoliche e ortodosse della Siria.

«L’Occidente e media internazionali possono fare molto per tutelare le minoranze religiose in Pakistan». Ad affermarlo è l’avvocatessa cattolica Tabassum Yousaf che domani, 8 agosto, alle ore 11 locali al Press Club di Karachi, Pakistan, organizzerà assieme ad Aiuto alla Chiesa che Soffre una conferenza per porre l’attenzione sul drammatico fenomeno delle conversioni forzate all’Islam di giovani donne e perfino adolescenti appartenenti alle minoranze religiose.

Francesca Dall'Oglio, sorella maggiore del gesuita Paolo, rapito sei anni fa a Raqqa in Siria, ha chiesto con forza di far luce su quanto è accaduto al religioso. Ha anche denunciato che la valigia di Paolo è stata consegnata alla famiglia nel 2018, mentre era in possesso degli inquirenti italiani dal giugno 2014. Un pensiero anche agli altri due italiani rapiti, Silvia Romano e Gigi Maccalli.

«Rabbia e dispiacere di essere costretti a denunce a intervalli ravvicinati», ma dà ancora «più rabbia che questi eventi si verifichino senza che, nella maggioranza dei casi, i colpevoli siano assicurati alla giustizia». Lo scrive in una nota l'assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa sul «nuovo crimine di odio», commesso stamani nel villaggio di Jish, dove alcune auto sono state danneggiate e slogan sono stati scritti in ebraico su vetture e furgoni.

«In Siria la guerra non è ancora finita, il terrorismo non è ancora stato sconfitto e i nostri fratelli hanno più che mai bisogno del nostro aiuto!». Lo afferma il direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), Alessandro Monteduro, lanciando una nuova iniziativa della Fondazione a sostegno di due differenti progetti per i cristiani siriani.