Cristiani perseguitati

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“Perché il mondo resta inerte e guarda mentre lei rimane ingiustamente prigioniera? Abbattete il muro del silenzio e invocate il rilascio di Leah Sharibu!”: è l’appello del reverendo Gideon Para-Mallam, missionario protestante e presidente della Para-Mallam Peace Foundation che chiede la liberazione di Leah Sharibu, giovanissima cristiana nigeriana, che è stata catturata, all’età di 14 anni, dall’Iswap (Islamic State in West Africa Province), una fazione riconducibile al gruppo terroristico islamista Boko Haram, il 19 febbraio 2018, esattamente tre anni fa. 

Il missionario padre Paolo Motta racconta la terribile situazione del Paese segnato da forti tensioni interne, crescita demografica e urbanesimo, pressioni migratorie e violenza. I media hanno di recente raccontato della scomparsa e poi dell'uccisione del sacerdote Rodrigue Sanon, che era stato minacciato dai terroristi. La popolazione è impaurita...

Anche quest’anno la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre lancia la campagna “Doni di Fede per i cristiani perseguitati”. L’obiettivo è duplice: fornire conforto ai fedeli cristiani sofferenti per la persecuzione o la povertà e sostenere sacerdoti e religiose impegnati nello sforzo di evangelizzare in condizioni non di rado estreme per le medesime cause. 

Diffuso oggi da Aiuto alla Chiesa che soffre il primo Rapporto “Libera i tuoi prigionieri” sui cristiani ingiustamente detenuti per la loro fede. “Ogni mese, nei 50 Paesi più a rischio, vengono imprigionati ingiustamente oltre 300 cristiani”. A firmare la prefazione Asia Bibi, la donna pakistana, accusata di blasfemia, rimasta in carcere per 3.142 giorni

La famiglia della quattordicenne cattolica Maira Shahbaz, rapita il 28 aprile scorso dal musulmano Mohamad Nakash nei pressi di Faisalabad in Pakistan, ha presentato ricorso in appello all’Alta Corte di Lahore. Il rapitore, già sposato e padre di due figli, ha costretto la minorenne al matrimonio e le ha imposto di rinunciare alla fede cattolica.