Cristiani perseguitati

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«Esiste il rischio che la presenza cristiana sia cancellata proprio nella terra da cui si è propagata nel mondo la luce del Vangelo». A lanciare, ancora una volta, il grido d'allarme è stato il Papa, che ha ricevuto oggi in udienza, nella Sala del Concistoro, i partecipanti al sesto incontro di coordinamento sulla risposta della Chiesa alla crisi in Iraq, in Siria e nei Paesi vicini, che quest'anno coinvolge anche la Sezione Migranti e Rifugiati.

Sono oltre 286 milioni i dollari allocati nel 2017 dalla rete ecclesiale, composta da Ong cattoliche, diocesi, congregazioni religiose, istituzioni ecclesiali, per fare fronte alla crisi umanitaria in Siria e Iraq. È quanto emerge da una indagine presentata nella riunione sulla «Crisi umanitaria in Siria e Iraq» organizzata dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, che si è aperta oggi (fino a domani) presso l'Università Urbaniana, a Roma.

Binish Paul, cristiana, è una studentessa di liceo di 18 anni. Il 22 agosto scorso un ragazzo musulmano, Taheer Abbas l'ha gettata dal secondo piano della sua abitazione perché la giovane aveva rifiutato di sposarlo e di convertirsi all'Islam. A raccontare ad Aiuto alla Chiesa che Soffre l'ennesimo caso di violenza e tentativo di conversione forzata ai danni di una donna cristiana in Pakistan è l'avvocato di Binish, Tabassum Yousaf.

Ricevendo in udienza i partecipanti al Meeting Internazionale della rete cattolica dei legislatori, Papa Francesco ha sottolineato come il politico cristiano debba essere prima di tutto un «testimone» che propone «con competenza progetti di legge coerenti con la visione cristiana dell’uomo e della società».

Il Consiglio della provincia di Ninive, con una deliberazione resa nota martedì 31 luglio, ha sospeso il trasferimento di 450 famiglie arabe sunnite nelle aree della Piana di Ninive, già autorizzato dal governo federale, e ha richiesto che i nuclei familiari in questione vengano dislocati in zone a sud e a est di Mosul. Lo rende noto l’agenzia Fides.

«Ripetiamo a tutti, soprattutto ai politici, che il miglior aiuto da dare ai nostri fedeli è quello di permettere loro di restare a casa loro, nei loro paesi, di non suscitare disordini politici e le varie forme di violenza che li costringono a emigrare». È l’appello contenuto nell’undicesima lettera pastorale del Consiglio dei patriarchi cattolici d’Oriente (Cpco), pubblicata il 20 maggio 2018, elaborata durante la riunione tenutasi dal 9 all’11 agosto 2017 nei pressi di Beirut, in Libano, e rilanciata oggi dal Patriarcato latino di Gerusalemme.

Don Alexandre Sob Nougi, 42 anni, parroco della parrocchia del Sacro Cuore a Bomaka, nella diocesi camerunese di Buea, è stato ucciso il 20 luglio per motivi non ancora chiariti. L'episodio è avvenuto sulla strada tra Buea e Muyuka, 25 km a nord est di Buea, che è la capitale della regione anglofona nella zona sud occidentale del Paese. Ne dà notizia oggi l'agenzia Fides.

«Cerchiamo di rendere meno gravi gli effetti della guerra e soprattutto le ripercussioni che hanno sulla popolazione le sanzioni economiche. Un'immane sofferenza umana alla quale finora hanno risposto soltanto le Chiese locali e la generosità dei privati cittadini, come i benefattori di Acs». Così - il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro, commenta la finalità degli oltre 40 progetti appena approvati da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) in Siria, del valore di oltre 3 milioni di euro.