Cristiani perseguitati

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“Il razzismo è basato sull’erronea e malvagia convinzione che un essere umano ha meno dignità di un altro”. Lo ha detto mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, nel suo intervento alla Riunione ad Alto Livello nel 20.mo anniversario dell’adozione della Dichiarazione Durban e del Piano d’azione (DDPA) che si tiene nell’ambito della 76.ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in corso a New York dal 20 al 25 settembre. 

“L’Afghanistan e l’Iraq sono posti molto diversi, ma la presa del potere da parte dei talebani fornisce certamente un incoraggiamento a coloro che sostengono quel tipo di regime”: è quanto sostiene l’arcivescovo cattolico caldeo di Erbil (Iraq), mons. Bashar Warda commentando ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) l’ascesa al potere dei talebani afghani. 

“Con dolore abbiamo appreso dell’omicidio del nostro fratello Simón Pedro Pérez López”, indigeno tzozil, catechista della parrocchia di Santa Catarina, nel comune di Pantelho, già presidente dell’organizzazione civica Abejas de Acteal, “i cui membri hanno condotto una lotta pacifica nella ricerca della giustizia”. Lo ha comunicato ieri la diocesi di San Cristóbal de las Casas (Messico, Stato del Chiapas), in una nota firmata dal vescovo, mons. Rodrigo Aguilar Martínez, e dal vescovo ausiliare, mons. Luis Manuel Alfaro López.

"Urge fermare i combattimenti. Molta gente innocente soffre ed è disperata. E' necessario un aiuto internzazionale perchè qui è in corso una emergenza umanitaria. Chiediamo alle agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG di aprire ufficialmente dei campi profughi in modo che si possano offrire aiuti umanitari agli sfollati, a Mindat e nelle zone limitrofe": è l'appello accorato consegnato all'Agenzia Fides da p. Joseph Sethang, sacerdote cattolico e parroco a Mindat, che ha portato 80 rifugiati, per lo più bambini, donne e anziani, nella sua chiesa del Sacro Cuore a Mindat, cittadina nella la diocesi cattolica di Hakha, capitale dello stato birmano di Chin, in Mynamar occidentale, a al confine con India e Bangladesh. 

Alcuni razzi sparati dai militari dell'esercito regolare birmano hanno colpito nella notte la chiesa cattolica di san Giuseppe nella città di Demoso, nello stato Kayah, nella parte orientale del Myanmar, dove sono in corso intensi combattimenti tra i militari e gruppi di resistenza locali. E' la seconda chiesa cattolica colpita da bombardamenti, dopo la chiesa cattolica del Sacro Cuore nel villaggio di Kayanthayar, nell'area di Loikaw. 

Sono  oltre 200 in Niger le vittime civili, tra cui decine di bambini, uccise nelle ultime settimane dalla violenza di gruppi terroristi jihadisti che operano nel Sahel centrale. Da Niamey parla al Sir Alessandra Morelli, rappresentante dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr): le agenzie Onu hanno appena inviato un convoglio nella provincia di Tahoua per monitorare i bisogni umanitari. Già 600 persone sono fuggite verso il Mali.

“Perché il mondo resta inerte e guarda mentre lei rimane ingiustamente prigioniera? Abbattete il muro del silenzio e invocate il rilascio di Leah Sharibu!”: è l’appello del reverendo Gideon Para-Mallam, missionario protestante e presidente della Para-Mallam Peace Foundation che chiede la liberazione di Leah Sharibu, giovanissima cristiana nigeriana, che è stata catturata, all’età di 14 anni, dall’Iswap (Islamic State in West Africa Province), una fazione riconducibile al gruppo terroristico islamista Boko Haram, il 19 febbraio 2018, esattamente tre anni fa. 

Il missionario padre Paolo Motta racconta la terribile situazione del Paese segnato da forti tensioni interne, crescita demografica e urbanesimo, pressioni migratorie e violenza. I media hanno di recente raccontato della scomparsa e poi dell'uccisione del sacerdote Rodrigue Sanon, che era stato minacciato dai terroristi. La popolazione è impaurita...