Cristiani perseguitati

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«È di fronte al mondo intero - che troppe volte volge lo sguardo dall'altra parte - la drammatica situazione dei cristiani che vengono perseguitati e uccisi in numero sempre crescente». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina,  i membri della Consulta dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che si conclude oggi a Roma.

Mentre nella Striscia di Gaza si combatte l'ennesimo scontro a colpi di razzi e di bombe tra Esercito israeliano e miliziani di Hamas, dalle minuscole comunità cattoliche di Gaza e di Beer Sheva (Israele), tutte e due sotto attacco, arriva una testimonianza di pace e di preghiera: «Non è una questione che si risolve con le armi. Ci sono persone che soffrono da ambo le parti, madri palestinesi e israeliane che piangono con i loro figli. Le lacrime non conoscono nazionalità. Preghiamo per loro e per i nostri governanti»

In un mondo in cui il titolo di martire è anche svalutato e ormai comunemente applicato anche a chi è solo vittima di un incidente e in un paese in cui persino i fanatici si sono impossessati di questo nome, la piccola grande Asia, che ha sempre rifiutato di convertirsi per sfuggire al carcere e alla forca, assomiglia ai martiri veri, verrebbe voglia di dire ruspanti, di un paio di millenni fa.

Il 20 novembre i più famosi monumenti di Venezia verranno illuminati di rosso per ricordare il sangue di milioni di cristiani perseguitati. L'iniziativa di Acs è stata presentata oggi a Roma con un collegamento video con il patriarca Francesco Moraglia, che ha parlato anche di Asia Bibi. Il grido dei cristiani di Egitto e Nigeria, «L'indifferenza ci fa più male del terrorismo».

«Nel nostro pellegrinaggio verso l'unità visibile, sperimentiamo una comune sofferenza, che viene dalla drammatica situazione dei nostri fratelli e sorelle in Medio Oriente, specialmente in Iraq e in Siria» . È quanto si legge nella dichiarazione comune firmata dal Papa e dal Catholikos Patriarca della Chiesa assira dell'Oriente, Mar Gewargis III, al termine dell'udienza di oggi.

«Condividiamo la grande sofferenza che deriva dalla tragica situazione che vivono tanti nostri fratelli e sorelle in Medio Oriente, vittime della violenza e spesso costretti a lasciare le terre dove vivono da sempre». Sono le parole rivolte oggi dal Papa al Catholikos-Patriarca della Chiesa Assira dell'Oriente, Mar Gewargis III, ricevuto oggi in udienza.