Cristiani perseguitati

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“L’Afghanistan è il Paese più pericoloso al mondo per i cristiani”: è quanto emerge dalla World Watch List 2022 (Wwl), la nuova lista dei primi 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo, presentata oggi a Roma (in sala stampa della Camera dei deputati) da Porte Aperte/Open Doors, organizzazione internazionale da oltre 60 anni impegnata a sostenere i cristiani perseguitati nel mondo.

“Il razzismo è basato sull’erronea e malvagia convinzione che un essere umano ha meno dignità di un altro”. Lo ha detto mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, nel suo intervento alla Riunione ad Alto Livello nel 20.mo anniversario dell’adozione della Dichiarazione Durban e del Piano d’azione (DDPA) che si tiene nell’ambito della 76.ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in corso a New York dal 20 al 25 settembre. 

“L’Afghanistan e l’Iraq sono posti molto diversi, ma la presa del potere da parte dei talebani fornisce certamente un incoraggiamento a coloro che sostengono quel tipo di regime”: è quanto sostiene l’arcivescovo cattolico caldeo di Erbil (Iraq), mons. Bashar Warda commentando ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) l’ascesa al potere dei talebani afghani. 

“Con dolore abbiamo appreso dell’omicidio del nostro fratello Simón Pedro Pérez López”, indigeno tzozil, catechista della parrocchia di Santa Catarina, nel comune di Pantelho, già presidente dell’organizzazione civica Abejas de Acteal, “i cui membri hanno condotto una lotta pacifica nella ricerca della giustizia”. Lo ha comunicato ieri la diocesi di San Cristóbal de las Casas (Messico, Stato del Chiapas), in una nota firmata dal vescovo, mons. Rodrigo Aguilar Martínez, e dal vescovo ausiliare, mons. Luis Manuel Alfaro López.

"Urge fermare i combattimenti. Molta gente innocente soffre ed è disperata. E' necessario un aiuto internzazionale perchè qui è in corso una emergenza umanitaria. Chiediamo alle agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG di aprire ufficialmente dei campi profughi in modo che si possano offrire aiuti umanitari agli sfollati, a Mindat e nelle zone limitrofe": è l'appello accorato consegnato all'Agenzia Fides da p. Joseph Sethang, sacerdote cattolico e parroco a Mindat, che ha portato 80 rifugiati, per lo più bambini, donne e anziani, nella sua chiesa del Sacro Cuore a Mindat, cittadina nella la diocesi cattolica di Hakha, capitale dello stato birmano di Chin, in Mynamar occidentale, a al confine con India e Bangladesh. 

Alcuni razzi sparati dai militari dell'esercito regolare birmano hanno colpito nella notte la chiesa cattolica di san Giuseppe nella città di Demoso, nello stato Kayah, nella parte orientale del Myanmar, dove sono in corso intensi combattimenti tra i militari e gruppi di resistenza locali. E' la seconda chiesa cattolica colpita da bombardamenti, dopo la chiesa cattolica del Sacro Cuore nel villaggio di Kayanthayar, nell'area di Loikaw.