Cristiani perseguitati

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Nel periodo tra il 2000 e il 2017 hanno perso la vita in modo violento 447 missionari e missionarie: 5 vescovi, 313 sacerdoti, 3 diaconi, 10 religiosi, 51 religiose, 16 seminaristi, 3 membri di istituti di vita consacrata, 42 laici e 4 volontari. Lo segnala l’Agenzia Fides nel report «Giovani missionari testimoni di Cristo fino a dare la vita», che focalizza l’attenzione in particolare sui giovani sacerdoti, suore, seminaristi e laici uccisi negli ultimi 17 anni. 

«Istituzioni non confessionali si rendono finalmente conto che nel mondo la libertà religiosa è violata in modo drammatico». Così Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, presidente e direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), plaudono al Premio Nobel per la Pace oggi conferito a Nadia Murad, yazida rapita e ridotta in schiavitù dallo Stato Islamico a causa della sua religione.

«Sono popoli che hanno molto sofferto, e per questo il Signore li ha guardati con predilezione. Ne sono sicuro di questo». Così il Papa ha definito i tre Paesi Baltici - Lituania, Lettonia ed Estonia - che ha visitato nei giorni scorsi. E al termine ha annunciato un messaggio ai cattolici di tutto il mondo e ha parlato del recente accordo tra Santa Sede e Cina.

«Voi qui presenti siete stati sottoposti ad ogni sorta di prove: l'orrore della guerra, e poi la repressione politica, la persecuzione e l'esilio. E siete stati costanti, avete perseverato nella fede». È l'omaggio del Papa ai cattolici lettoni, durante la visita alla cattedrale di San Giacomo (testo integrale)

«Guardando voi, vedo dietro di voi tanti martiri. Martiri anonimi, nel senso che neppure sappiamo dove sono stati sepolti. Anche qualcuno di voi: ho salutato uno che ha saputo che cos'era la prigione». Lo ha detto ieri il Papa, nel discorso rivolto al clero lituano, incontrato nella cattedrale di Kaunas (testo integrale)

«Esiste il rischio che la presenza cristiana sia cancellata proprio nella terra da cui si è propagata nel mondo la luce del Vangelo». A lanciare, ancora una volta, il grido d'allarme è stato il Papa, che ha ricevuto oggi in udienza, nella Sala del Concistoro, i partecipanti al sesto incontro di coordinamento sulla risposta della Chiesa alla crisi in Iraq, in Siria e nei Paesi vicini, che quest'anno coinvolge anche la Sezione Migranti e Rifugiati.