Cristiani perseguitati

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«Su di te sia la pace. Cristiani insieme per il Medio Oriente»: è il motto ufficiale della visita di Papa Francesco a Bari per l'Incontro ecumenico di preghiera per la pace in programma il prossimo 7 luglio. Nella città dove sono conservate le reliquie di san Nicola, il Pontefice e i capi di Chiese e comunità cristiane del Medio Oriente rifletteranno e pregheranno sulla situazione drammatica del Medio Oriente.

È morto in seguito alle ferite riportate nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 giugno il vicario di Bambari, Repubblica Centrafricana, mons. Firmin Gbagoua, quando un gruppo di ribelli hanno attaccato l'episcopio. A renderlo noto un comunicato della Conferenza episcopale centrafricana che riferisce della morte con «grande amarezza» e «condanna con fermezza» le uccisioni di sacerdoti che stanno avvenendo nel Paese.

«Continuiamo a celebrare la Messa, ma quando lo facciamo tutto il perimetro della parrocchia è circondato da militari armati. Nonostante la paura, la gente ha una grande fede e continua a venire in chiesa. La parrocchia a Bangui ha una popolazione di circa 50mila abitanti. Ogni domenica a Messa partecipano tra 2000 e 2500 persone». Lo racconta Moses Otii Alir, 38 anni, missionario comboniano originario di Kotido, in Uganda, parroco di Nostra Signora di Fatima dal 2013.

Dal Ruanda all'Ucraina, dal Centrafrica ad Haiti, dal Bangladesh all'Iraq. Spaziano nei cinque continenti le opere di misericordia realizzate grazie all'Obolo di San Pietro, una pratica antica quanto la Chiesa - come attesta il libro degli Atti degli Apostoli - con la quale i fedeli partecipano alle iniziative di bene del vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. 

I cristiani sono chiamati «ad alleviare insieme le miserie dei bisognosi e dei perseguitati. Le sofferenze di tanti fratelli oppressi a causa della fede in Gesù sono anche un invito pressante a raggiungere una sempre più concreta e visibile unità tra di noi. L'ecumenismo del sangue». Lo ha detto Papa Francesco ricevendo questa mattina una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca.

Oggi assistiamo ad una «grande persecuzione» non solo nei confronti dei cristiani ma anche contro ogni uomo e donna, «tramite le colonizzazioni culturali, tramite la guerra, tramite la fame, tramite la schiavitù», perché in fondo quello contemporaneo è «un mondo di schiavi»: il Signore ci dia la «grazia» di lottare e ripristinare «con la forza di Gesù Cristo» l'immagine di Dio «che è in tutti noi». Questa la riflessione del Papa nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta.

Un grande ponte con una Croce sopra che attraversa il Mare. È questo il logo scelto quest’anno dalla XV Assemblea generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek). Si è aperta questo pomeriggio a Novi Sad, in Serbia, ospite del Patriarca serbo Irinej ed ha per tema conduttore le parole di Gesù «Voi sarete miei testimoni». 

Una campagna di solidarietà per i cristiani indiani. A lanciarla è la Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che per bocca del suo direttore Alessandro Monteduro, spiega così il motivo: «Poveri, reietti, emarginati. Non è semplice la vita per la maggior parte dei cristiani indiani. Il 60% di questi è costituito infatti da ‘dalit', i senza casta intoccabili, chiamati spregiativamente anche mangiatori di ratti».