Cristiani perseguitati

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«L'Ascensione - ha detto il Papa ieri al Regina coeli - ci esorta ad alzare lo sguardo al cielo, per poi rivolgerlo subito alla terra, attuando i compiti che il Signore risorto ci affida». Al termine ha espresso la sua vicinanza alle comunità cristiane della città di Surabaya, in Indonesia, colpite da una serie di attacchi terroristici con una decina di vittime.

«Benediciamo Dio per i legami spirituali che ci accomunano e che ci incoraggiano a proseguire nell'edificazione vicendevole e nella ricerca comune della pace, dono del Risorto». Così ha esordito, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza sua beatitudine Rastislav, metropolita delle Terre Ceche e della Slovacchia, arcivescovo di Prešov, con il suo seguito».

Una condanna «energica, senza mezzi termini» del massacro avvenuto ieri nella parrocchia Nostra Signora di Fatima a Bangui, dove alcuni militanti islamici del distretto PK5 hanno ucciso almeno 16 persone (tra cui padre Albert Toungoumalé-Baba) e ferito altre 60, con un attacco a colpi di granate e armi semiautomatiche durante la messa per la festività di San Giuseppe lavoratore. Viene espressa oggi dal cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.

Al 25 marzo scorso le famiglie rientrate nell'intera Piana di Ninive erano 8.213, più del 42% delle 19.452 costrette a fuggire a causa dell'invasione dello Stato Islamico nell'agosto del 2014. Ne dà notizia oggi Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) in una nota nella quale sottolinea che «continua la ricostruzione nella Piana di Ninive e prosegue il Piano Marshall di Acs per sostenere i cristiani d'Iraq. A meno di un anno dall'apertura dei primi cantieri nei villaggi di Bartella, Karamless e Qaraqosh, l'8 maggio 2017, sono straordinari i risultati raggiunti».

La Conferenza episcopale messicana (Cem) si unisce, in una nota, al dolore che ha colpito il vescovo, mons. Francisco González Ramos, il clero, i consacrati e i fedeli laici della diocesi di Izcalli per l'uccisione del sacerdote Rubén Alcántara Díaz, 50 anni, vicario giudiziale della diocesi, nel comune di Cuautitlán (stato di México), assassinato mercoledì con un coltello, poco prima della messa delle 19 che avrebbe dovuto celebrare nella chiesa di Nuestra Señora del Carmen.

Altri due sacerdoti aggrediti nella Repubblica Democratica del Congo. Ne dà notizia l'Agenzia Fides secondo cui, dalle notizie pervenute, il parroco della chiesa Beato Isidoro Bakanja nel distretto di Seka-Mbote di Boma, nell'estremo ovest del Paese, don Pierre Mavinga, e il suo vicario sono stati attaccati la sera del 10 aprile.