Cristiani perseguitati

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Al 25 marzo scorso le famiglie rientrate nell'intera Piana di Ninive erano 8.213, più del 42% delle 19.452 costrette a fuggire a causa dell'invasione dello Stato Islamico nell'agosto del 2014. Ne dà notizia oggi Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) in una nota nella quale sottolinea che «continua la ricostruzione nella Piana di Ninive e prosegue il Piano Marshall di Acs per sostenere i cristiani d'Iraq. A meno di un anno dall'apertura dei primi cantieri nei villaggi di Bartella, Karamless e Qaraqosh, l'8 maggio 2017, sono straordinari i risultati raggiunti».

La Conferenza episcopale messicana (Cem) si unisce, in una nota, al dolore che ha colpito il vescovo, mons. Francisco González Ramos, il clero, i consacrati e i fedeli laici della diocesi di Izcalli per l'uccisione del sacerdote Rubén Alcántara Díaz, 50 anni, vicario giudiziale della diocesi, nel comune di Cuautitlán (stato di México), assassinato mercoledì con un coltello, poco prima della messa delle 19 che avrebbe dovuto celebrare nella chiesa di Nuestra Señora del Carmen.

Altri due sacerdoti aggrediti nella Repubblica Democratica del Congo. Ne dà notizia l'Agenzia Fides secondo cui, dalle notizie pervenute, il parroco della chiesa Beato Isidoro Bakanja nel distretto di Seka-Mbote di Boma, nell'estremo ovest del Paese, don Pierre Mavinga, e il suo vicario sono stati attaccati la sera del 10 aprile.

Nel tradizionale messaggio pasquale «Urbi et Orbi» Papa Francesco ha invocato frutti di speranza e di pace nella storia segnata da ingiustizie e violenze: nella martoriata Siria, in Terra Santa, in Sud Sudan, in Ucraina, in Venezuela. Ha incoraggiato il dialogo tra le due Coree ed ha ricordato tutti i bambini del mondo colpiti da guerre e fame.

«La Pasqua è davanti a noi ma da qui si vede solo il Calvario». E il Calvario, in Medio Oriente, ha il nome di Ghuta, Damasco, Idlib, Aleppo, Baghdad, Batnaya, Mosul, Afrin, Gaza, e tanti altri luoghi di guerra e di morte. Nelle parole di mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad, non c'è solo dolore, ma ancje la speranza che la Pasqua sia motivo di gioia.

Ci sarà anche suor Genevieve Al Haday, religiosa irachena dell’ordine delle domenicane di Santa Caterina, tra i «cruciferi» della Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo, con Papa Francesco. La suora è scampata con altre sue consorelle alla violenza dello Stato Islamico che costrinse, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, circa 120mila cristiani a fuggire dalla Piana di Ninive fino ad Erbil, in Kurdistan, per trovare salvezza.  Il Sir ha raccolto la sua testimonianza.