Cristiani perseguitati

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La Conferenza episcopale messicana (Cem) si unisce, in una nota, al dolore che ha colpito il vescovo, mons. Francisco González Ramos, il clero, i consacrati e i fedeli laici della diocesi di Izcalli per l'uccisione del sacerdote Rubén Alcántara Díaz, 50 anni, vicario giudiziale della diocesi, nel comune di Cuautitlán (stato di México), assassinato mercoledì con un coltello, poco prima della messa delle 19 che avrebbe dovuto celebrare nella chiesa di Nuestra Señora del Carmen.

Altri due sacerdoti aggrediti nella Repubblica Democratica del Congo. Ne dà notizia l'Agenzia Fides secondo cui, dalle notizie pervenute, il parroco della chiesa Beato Isidoro Bakanja nel distretto di Seka-Mbote di Boma, nell'estremo ovest del Paese, don Pierre Mavinga, e il suo vicario sono stati attaccati la sera del 10 aprile.

Nel tradizionale messaggio pasquale «Urbi et Orbi» Papa Francesco ha invocato frutti di speranza e di pace nella storia segnata da ingiustizie e violenze: nella martoriata Siria, in Terra Santa, in Sud Sudan, in Ucraina, in Venezuela. Ha incoraggiato il dialogo tra le due Coree ed ha ricordato tutti i bambini del mondo colpiti da guerre e fame.

«La Pasqua è davanti a noi ma da qui si vede solo il Calvario». E il Calvario, in Medio Oriente, ha il nome di Ghuta, Damasco, Idlib, Aleppo, Baghdad, Batnaya, Mosul, Afrin, Gaza, e tanti altri luoghi di guerra e di morte. Nelle parole di mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad, non c'è solo dolore, ma ancje la speranza che la Pasqua sia motivo di gioia.

Ci sarà anche suor Genevieve Al Haday, religiosa irachena dell’ordine delle domenicane di Santa Caterina, tra i «cruciferi» della Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo, con Papa Francesco. La suora è scampata con altre sue consorelle alla violenza dello Stato Islamico che costrinse, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, circa 120mila cristiani a fuggire dalla Piana di Ninive fino ad Erbil, in Kurdistan, per trovare salvezza.  Il Sir ha raccolto la sua testimonianza.

Cinque progetti per cinque settimane di Quaresima. È dedicata interamente alla Piana di Ninive la campagna quaresimale di Aiuto alla Chiesa che Soffre del 2018. Un fronte quello della ricostruzione dei villaggi cristiani liberati dallo Stato Islamico, che vede la Fondazione pontificia come prima associazione nel mondo in termini di sostegno alle comunità cristiane.