Cristiani perseguitati

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«Rendo omaggio alla memoria del caro fratello Shahbaz, e mi rallegra sapere che oggi egli è amato e stimato da tanti in Pakistan e che il suo sacrificio sta portando frutti di speranza». Sono le parole dedicate dal Papa a Shahbaz Bhatti, e rivolte oggi al fratello del ministro pachistano assassinato nel 2011, ricevuto in udienza, nella Sala del Concistoro, insieme ai membri dell'associazione «Missione Shabaz Bhatti».

Intimidazioni sistematiche, gravi violazioni dei diritti umani, abusi e violenze. Nel mondo ne sono vittima quasi 300 milioni di cristiani. E' la denuncia del XIV Rapporto di Acs sulla libertà religiosa presentato oggi a Roma. A subire oppressioni sono anche altre minoranze di fede. E l'Occidente è sordo e indifferente alle richieste di aiuto dei cristiani iracheni.

«È di fronte al mondo intero - che troppe volte volge lo sguardo dall'altra parte - la drammatica situazione dei cristiani che vengono perseguitati e uccisi in numero sempre crescente». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina,  i membri della Consulta dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che si conclude oggi a Roma.

Mentre nella Striscia di Gaza si combatte l'ennesimo scontro a colpi di razzi e di bombe tra Esercito israeliano e miliziani di Hamas, dalle minuscole comunità cattoliche di Gaza e di Beer Sheva (Israele), tutte e due sotto attacco, arriva una testimonianza di pace e di preghiera: «Non è una questione che si risolve con le armi. Ci sono persone che soffrono da ambo le parti, madri palestinesi e israeliane che piangono con i loro figli. Le lacrime non conoscono nazionalità. Preghiamo per loro e per i nostri governanti»

In un mondo in cui il titolo di martire è anche svalutato e ormai comunemente applicato anche a chi è solo vittima di un incidente e in un paese in cui persino i fanatici si sono impossessati di questo nome, la piccola grande Asia, che ha sempre rifiutato di convertirsi per sfuggire al carcere e alla forca, assomiglia ai martiri veri, verrebbe voglia di dire ruspanti, di un paio di millenni fa.

Il 20 novembre i più famosi monumenti di Venezia verranno illuminati di rosso per ricordare il sangue di milioni di cristiani perseguitati. L'iniziativa di Acs è stata presentata oggi a Roma con un collegamento video con il patriarca Francesco Moraglia, che ha parlato anche di Asia Bibi. Il grido dei cristiani di Egitto e Nigeria, «L'indifferenza ci fa più male del terrorismo».