Cristiani perseguitati

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«Ogniqualvolta penso alla Chiesa in Giappone, il mio pensiero corre alla testimonianza dei tanti Martiri che hanno offerto la propria vita per la fede». Comincia così la lettera inviata ieri dal Papa ai vescovi del Giappone, in occasione della visita pastorale del prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Con l’inno d’Italia in sottofondo, sono sbarcati questa mattina presto in Italia, all’aeroporto di Roma Fiumicino, 35 profughi siriani dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e Tavola valdese.

È un quadro a tinte molto fosche quello delineato da mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme, intervenuto ieri al Meeting di Rimini: il Medio Oriente è frammentato e la presenza cristiana è ridotta ai minimi termini. La speranza non può venire da pur necessarie soluzioni politiche o sociali.

Si è parlato soprattutto del Medio Oriente, l’emergenza umanitaria in Siria e della questione ucraina nel colloquio a Mosca tra il card. Pietro Parolin, in visita ufficiale in Russia, e il metropolita Hilarion di Volokolamsk, responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.

A pochi giorni dalla visita ufficiale in Russia del Segretario d Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, il metropolita Hilarion Alfeev, presidente del dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa, ha rilasciato una lunga intervista al Sole 24 Ore, confermando l'importanza di quella visita e l'ottimo stato delle relazioni tra Cattolici e Russo-Ortodossi.