Cristiani perseguitati

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«Due terzi della città di Aleppo sono stati distrutti. Servirà molto tempo per la ricostruzione ma ci vorrà ancora più tempo per ricostruire un tessuto sociale solido». Mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, ospite oggi, a Grottammare, del Quarto meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non, ha tracciato un quadro della situazione in Medio Oriente. 

«Noi, vescovi del Camerun, affermiamo che monsignor Jean Marie Benoît Bala non si è suicidato. E’ stato brutalmente assassinato»: lo hanno dichiarato ieri al termine di un incontro straordinario che si è svolto a Yaoundé i vescovi camerunesi, denunciando come «crimine odioso e insopportabile» la morte dell’arcivescovo di Bafia, 58 anni, il cui corpo è stato ritrovato nel fiume Sanaga il 2 giugno scorso, 48 ore dopo la sua scomparsa.

«Siamo nel caos. I nostri fedeli ormai non sono più a Marawi perché sono stati fatti evacuare dall’esercito. Vi sono bombardamenti aerei e scontri. Non so come farà la gente a sopravvivere». Così monsignor Edwin de la Peña, vescovo della prelatura apostolica di Marawi, racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre la tragica situazione nella città filippina ancora in mano agli islamisti del Maute, affiliati all’ISIS.

A Minya almeno 25 copti che viaggiavano in autobus per un pellegrinaggio nel Monastero di San Samuele, nel sud dell'Egitto, sono stati uccisi da un gruppo di uomini armati che indossavano divise militari. Gli assalitori hanno bloccato il bus, sono saliti a bordo e hanno iniziato a sparare mentre uno di loro filmava il massacro, ha poi raccontato un testimone. Il cordoglio del Nunzio mons. Musarò e la testimonianza del Segretario Patriarcato Copto.

Saranno 69 i testimoni che verranno ascoltati nei prossimi mesi in audizione al processo di beatificazione di padre Jacques Hamel, il sacerdote della diocesi di Rouen barbaramente ucciso nella sua parrocchia di Saint-Etienne-du-Rouvray mentre celebrava una messa il 26 luglio 2016. A darne notizia è la diocesi di Rouen dove sabato scorso si è tenuta la prima udienza del processo in vista della beatificazione del sacerdote.

«Nei Paesi occidentali, i cristiani sperimentano emarginazione, derisione e minacce alla libertà religiosa. In altri luoghi del mondo, subiscono torture, esecuzioni di massa e tentativi di eliminare le chiese storiche». La denuncia è contenuta nel documento finale del Summit mondiale in difesa dei cristiani perseguitati che ha raccolto a Washington (9-13 maggio) 600 delegati di 130 Paesi, su iniziativa della Billy Graham Evangelistic association.

Tante ombre e qualche luce: è la Terra Santa oggi nella descrizione di monsignor Pierbattista Pizzaballa. Una situazione destinata a restare grave se alle parole e alle dichiarazioni non si faranno seguire fatti concreti capaci di migliorare le condizioni dei suoi abitanti, non solo cristiani. Sul tappeto restano tante questioni aperte, tra queste, gli insediamenti, l'occupazione militare, lo stallo dei negoziati tra israeliani e palestinesi, il nodo Gerusalemme e, ora, lo sciopero dei detenuti palestinesi nelle carceri di Israele.