Cristiani perseguitati

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«L’Occidente e media internazionali possono fare molto per tutelare le minoranze religiose in Pakistan». Ad affermarlo è l’avvocatessa cattolica Tabassum Yousaf che domani, 8 agosto, alle ore 11 locali al Press Club di Karachi, Pakistan, organizzerà assieme ad Aiuto alla Chiesa che Soffre una conferenza per porre l’attenzione sul drammatico fenomeno delle conversioni forzate all’Islam di giovani donne e perfino adolescenti appartenenti alle minoranze religiose.

Francesca Dall'Oglio, sorella maggiore del gesuita Paolo, rapito sei anni fa a Raqqa in Siria, ha chiesto con forza di far luce su quanto è accaduto al religioso. Ha anche denunciato che la valigia di Paolo è stata consegnata alla famiglia nel 2018, mentre era in possesso degli inquirenti italiani dal giugno 2014. Un pensiero anche agli altri due italiani rapiti, Silvia Romano e Gigi Maccalli.

«Rabbia e dispiacere di essere costretti a denunce a intervalli ravvicinati», ma dà ancora «più rabbia che questi eventi si verifichino senza che, nella maggioranza dei casi, i colpevoli siano assicurati alla giustizia». Lo scrive in una nota l'assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa sul «nuovo crimine di odio», commesso stamani nel villaggio di Jish, dove alcune auto sono state danneggiate e slogan sono stati scritti in ebraico su vetture e furgoni.

«In Siria la guerra non è ancora finita, il terrorismo non è ancora stato sconfitto e i nostri fratelli hanno più che mai bisogno del nostro aiuto!». Lo afferma il direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), Alessandro Monteduro, lanciando una nuova iniziativa della Fondazione a sostegno di due differenti progetti per i cristiani siriani.

29 giugno 1944, strage nazista di Civitella Val di Chiana. Don Alcide Lazzeri fu il primo ad essere ucciso. Offrì la sua vita per cercare di salvare la sua gente. Dopo 75 anni la Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro sta iniziando il processo diocesano di beatificazione

Lo scorso 12 giugno militari, poliziotti e rappresentanti del ministero della sanità hanno confiscato 21 tra ospedali e cliniche cattoliche. E così, insieme ad altri 8 centri già requisiti due anni fa, sono 29 in totale le strutture sanitarie di proprietà di congregazioni religiose o diocesi forzate alla chiusura. «Nei centri medici - dice don Mussie Zerai - metteranno personale scelto dal governo. E temo che dopo la sanità passeranno anche all'educazione».