Cristiani perseguitati

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Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) sarà insignita del Path to Peace Award. L'annuale riconoscimento conferito dalla Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York e dalla Path to Peace Foundation è assegnato nel 2019 alla Fondazione pontificia «in riconoscimento del sostegno umanitario e pastorale offerto da Acs ai cristiani perseguitati in tutto il mondo».

Domani è la 27esima Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. Sandor e Gérard sono i due missionari più giovani tra i 40 che sono stati uccisi nel corso del 2018. Quaranta vite spezzate. Quasi il doppio rispetto ai 23 dell’anno precedente. Tra loro 35 sono sacerdoti. Per otto anni consecutivi il più alto numero di missionari uccisi è stato registrato in America. Lo scorso anno è stata l’Africa a conquistare questo triste primato

Il 15 novembre 2017 Papa Francesco ha deciso di devolvere ad Acs parte del ricavato della vendita all'asta della Lamborghini donatagli dalla casa automobilistica. Con questi fondi Acs potrà finanziare un asilo e un centro per i cristiani e le altre minoranze che sono tornate a vivere nella Piana di Ninive dopo la sconfitta militare dello Stato islamico. 

Attualmente sono 187 i casi di cristiani accusati di aver profanato il Corano o diffamato Maometto. Il dato viene fornito al Sir dalla Commissione nazionale giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana. La legge sulla blasfemia, ricorda la Commissione, «limita fortemente la libertà di religione e di espressione. Nella quotidianità, infatti, viene spesso usata come strumento per perseguitare le minoranze religiose». Il caso di Sawan Masih, condannato a morte.

(da Karachi) Dal 2013 al 31 gennaio 2019 sono oltre 3 milioni e 930 mila euro gli aiuti che la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) ha impegnato per progetti di solidarietà in Pakistan. Varie le tipologie di aiuto che vedono la Fondazione di diritto pontificio impegnata in diverse città del Paese come Karachi, Lahore, Islamabad-Rawalpindi e Faisalabad.

La Corte Suprema del Pakistan mette la parola fine all'ingiusta condanna della cristiana Asia Bibi, scarcerata il 9 novembre, dopo 3.429 giorni di carcere, e condotta in una località segreta dove si trova assieme al marito. Nei mesi scorsi gli islamisti che già prima del verdetto avevano minacciato di morte i giudici della Corte Suprema e chiesto a gran voce l'impiccagione di Asia, hanno dato vita a violente manifestazioni di piazza.