Evangelizzazione

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Al via da domani, domenica 8 aprile, fino a mercoledì 11, il secondo incontro dei «missionari della misericordia» con Papa Francesco, organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Saranno 550 e giungeranno a Roma dai 5 continenti, a due anni dall’istituzione di questo ministero durante il Giubileo della Misericordia.

Le Chiese cristiane presenti in Italia sentono «l’urgenza» di «dare una comune testimonianza cristiana al fine di giungere a una piena riconciliazione della famiglia cristiana, così da rendere sempre più efficace l’annuncio della Parola di Dio nella società italiana del XXI secolo». Lo scrivono le Chiese cristiane presenti nel nostro Paese in un Messaggio che è stato diffuso alla vigilia di Natale ed è frutto di un incontro che si è svolto ad Assisi a fine novembre sul 500° anniversario dell’inizio della Riforma protestante.

Tra i tanti frutti di quella straordinaria fioritura che ha contrassegnato la Chiesa fiorentina nel Novecento, c’è anche la Comunità di Gesù. Lo hanno sottolineato, a due voci, il cardinale Giuseppe Betori e il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che lunedì scorso hanno concelebrato la Messa di ringraziamento per i cinquant’anni di questa comunità

«Che bello che i giovani siano "viandanti della fede", felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!» Queste parole di Papa Francesco sono un ottimo incoraggiamento per la cinquantina di giovani che si apprestano a vivere la Missione Giovani #liberiperamare nel vicariato di Porta al Prato, in diocesi di Firenze, dal primo al 12 novembre.

Custodire e proseguire, compito e missione della Chiesa. Così Papa Francesco, intervenendo alla commemorazione, organizzata dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, del 25.mo anniversario della “Fidei depositum” con la quale si promulgava il Catechismo della Chiesa Cattolica. “La Parola di Dio – ha sottolineato il Pontefice – è una realtà dinamica e viva, non la si può legare ad una lettura rigida e immutabile senza umiliare l'azione dello Spirito Santo”.