Evangelizzazione

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“Con il vostro stile di vita comunitaria, siete segno concreto che la Chiesa è la casa paterna dove c’è posto per tutti. Chiamate tutti, buoni e cattivi, e accoglieteli senza giudicare nessuno”. Lo ha detto Papa Francesco ai novemila membri delle Cellule parrocchiali di evangelizzazione, incontrati in Aula Paolo VI, al termine di una mattinata di preghiera e riflessione organizzata per celebrare il riconoscimento ufficiale della Chiesa con l’approvazione degli statuti.

«In un mondo lacerato dalle guerre e dalla violenza», vittima del «diffuso individualismo» che «si separa e ci pone l’uno contro l’altro», il compito del cristiano «non è fare finta di niente». Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata nel Parco del Bicentenario, a Quito, di fronte a circa un milione e mezzo di fedeli, si è soffermato su due grida: il «grido» di Gesù nell’ultima cena, sotto forma di «sussurro», e il «grido di indipendenza» dell’America Ispanofana, risuonato proprio qui duecento anni fa.

«È questo ciò che gli uomini attendono oggi dalla Chiesa: che sappia camminare con loro offrendo la compagnia della testimonianza della fede, che rende solidali con tutti, in particolare con i più soli ed emarginati». Lo ha detto il Papa ricevendo oggi in udienza i partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Durante l’ultimo Consiglio nazionale missionario, al quale partecipano tutti gli incaricati regionali delle missioni, ci si sentiva in crisi e piuttosto avviliti dalla deriva verso cui sta andando ultimamente la Missione. In molte diocesi italiane viene ormai consigliato ai Centri missionari diocesani di ritornare a occuparsi di «missioni» e cioè: pensare alle missioni all’estero preoccupandosi soprattutto di raccogliere soldi per sostenere le tante e significative opere che nascono in questi luoghi.

“L’evangelizzazione esige novità per essere compresa dall’uomo contemporaneo e per non vedersi condannata alla irrilevanza nei nuovi areopaghi”. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo oggi al “Campo specializzato” - rivolto soprattutto all’Acr - promosso dalla presidenza nazionale dell’Azione Cattolica, fino al 9 agosto, a Castellamare di Stabia (Napoli).

La nuova evangelizzazione deve basarsi sul primato della testimonianza, sull'andare incontro, con un progetto pastorale centrato sull'essenziale. Lo ha sottolineato Papa Francesco parlando alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione. Occorre risvegliare la fede di fronte agli atteggiamenti di indifferenza mostrando che la Chiesa è formata da persone che vivono quello in cui credono mentre a volte non è così. La Chiesa è invitata a suscitare speranza e le sue porte sono sempre aperte. E serve una pastorale che richiami l'essenziale e che sia ben centrato sull'essenziale, cioè su Gesù Cristo. Non serve disperdersi in tante cose secondarie o superflue, ma concentrarsi sulla realtà fondamenta che è l'incontro con Cristo, con la sua misericordia.

«Come figli della Chiesa dobbiamo continuare il cammino del Concilio Vaticano II, spogliarci di cose inutili e dannose, di false sicurezze mondane che appesantiscono la Chiesa e danneggiano il suo vero volto». È l'invito rivolto dal Papa, sulla scia di quanto detto ad Assisi, ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, ricevuti oggi in udienza.