Firenze 2015

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Prende forma nel quartiere di Novoli la 'Casa della Carità' il condominio solidale dedicato ad anziani soli, bambini e persone svantaggiate. Si tratta di un progetto innovativo, nella forma e nella gestione, nato per dare una riposta concreta all'esigenza di servizi e housing sociale in uno dei quartieri periferici più popolosi di Firenze.

Viene inaugurato, questo sabato, alle ore 15, il Lotto A della «Casa della Carità», in via Corelli 91, il progetto nato per venire incontro alla carenza di servizi e di housing sociale in una delle zone più abitate della città.
Alla cerimonia intervengono il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, mons. Mario Meini, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Umberto Tombari, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, e il Sindaco Dario Nardella.
Il progetto, che ha permesso il completo risanamento di quest’area del quartiere di Novoli, è sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana con 2,5 milioni di euro, dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con altrettanti 2,5 milioni di euro, e dall’Arcidiocesi di Firenze con 1,5 milioni di euro.

Tentare una valutazione del Convegno ecclesiale di Firenze significa cercare di leggerne la fisionomia sullo sfondo della storia della Chiesa italiana degli ultimi decenni. Il Convegno ha, infatti, rappresentato il riflesso fedele del vissuto e delle prospettive della realtà ecclesiale nazionale, così com’era accaduto a Roma, Loreto, Palermo e Verona. Da questo punto di vista, l’appuntamento fiorentino ha espresso la presa di coscienza, da parte della Chiesa italiana, della necessità di adeguare il proprio sentire e il proprio agire a una realtà sociale, economica, politica e culturale in cui molti punti di equilibrio sono venuti meno.

A quattro mesi dal quinto Convegno ecclesiale nazionale - che ha visto convergere a Firenze 2.200 delegati sul tema: «in Gesù Cristo il nuovo umanesimo» - la segreteria generale della Cei ha predisposto un sussidio che parte dall’invito contenuto nello storico discorso di Papa Francesco nella cattedrale di Santa Maria del Fiore - «Sognate anche voi questa Chiesa» - per delineare esercizi concreti di «sinodalità», a partire dai Consigli pastorali. Non si tratta della raccolta degli Atti, ma di uno strumento «per rilanciare tutto quello che di bello è successo», ha spiegato ai giornalisti monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei: «Non un libro dei sogni, ma un sogno di Chiesa»

«Sognate anche voi questa Chiesa». S’intitola così il sussidio predisposto dalla segreteria generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), che «rilancia il discorso programmatico con cui a Firenze il Santo Padre ha indicato cosa si attende dalla Chiesa italiana, secondo uno stile sinodale che valorizzi il contributo umile, gratuito e gioioso di ciascuno». 

Gran parte della prolusione del cardinale Angelo Bagnasco in apertura del Consiglio permanente della Cei (Genova 14-16 marzo) è stata dedicata al «progressivo sgretolamento del tessuto sociale», toccando tanti temi dal disegno di legge sulle «unioni civili» all'allarme per la denatalità, dalla maternità surrogata al vuoto esistenziale di tanti giovani, come ha mostrato il recente atroce delitto di Roma.

È andato dritto al sodo il cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione (testo integrale), che ha aperto il Consiglio episcopale permanente, chiarendo, ancora una volta, che «insinuare contrapposizioni e divisioni» tra i vescovi «significa non amare né la Chiesa né la famiglia». Già, perché la Chiesa italiana è impegnata a vivere «il frutto più prezioso» del Convegno ecclesiale di Firenze: la «sinodalità».