Firenze 2015

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Il Convegno della Chiesa cattolica italiana, svoltosi a Firenze la settimana scorsa, si era appena concluso quando, a Parigi, venivano uccise molte, troppe persone innocenti a opera di terroristi islamici. La gioia per la riuscita di un evento davvero importante, promettente e nuovo per i cattolici e per l’Italia tutta si è unita all’orrore per un massacro ispirato a motivazioni pseudo-religiose. Ma la concomitanza temporale dei due eventi non è priva di significato.

Il nuovo umanesimo che nasce dall’incontro con Gesù Cristo è al tempo stesso incarnato e trascendente, solo così può toccare corpo e anima. E al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze la scelta di uno  stile comunicativo all’insegna della concretezza e della condivisione è stata decisiva. Chiara Giaccardi: «Ha azzerato le distanze ed è stato metodo, contenuto, prospettiva».

«Ho potuto apprezzare la totale dedizione di Papa Francesco alla gente: dare attenzione a tutti, avere un sorriso per tutti. Lo Spirito Santo lo sostiene, altrimenti non sarebbe possibile fare quello che fa». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha ripercorso stamani incontrando i giornalisti la giornata che Papa Francesco ha trascorso a Firenze martedì scorso, in occasione del Convegno ecclesiale nazionale.

Pubblichiamo il testo integrale dell'intervento con cui il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha concluso oggi il 5° Convegno ecclesiale nazionale, tenutosi a Firenze (9-13 novembre 2015).

Ecco i testi delle sintesi delle sintesi e delle proposte elaborate nei gruppi di lavoro del Convegno di Firenze. Duecento gruppi e altrettanti facilitatori; 20 moderatori, quattro per ciascuna delle cinque tematiche approfondite e stamattina finalmente i 5 interventi conclusivi, che riportano in assemblea plenaria quanto è stato condiviso tra mercoledì e giovedì in oltre sette ore di confronto