Firenze 2015

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«Ogni città è fatta di speranza», e la speranza «è la certezza del futuro che nasce dalla stima per quello che siamo adesso». Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, nel saluto pronunciato oggi in cattedrale, nella giornata di apertura del Convegno ecclesiale nazionale in corso nel capoluogo toscano.

“La Firenze più vera si consegna a voi, pur nelle contraddizioni di una storia inquieta e tormentata, e questo orizzonte vi indica come un traguardo e una missione: una sintesi di ricerca sincera e intensa del vero, di espressione in superbe forme di bellezza, di passione generosa e multiforme di carità”. Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha accolto nella cattedrale di Santa Maria del Fiore i delegati delle diocesi italiane giunti a Firenze per il Convegno ecclesiale nazionale.

Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente del Comitato preparatorio del Convegno: «L’umanesimo che cerchiamo di progettare e testimoniare non è una vecchia ‘via di mezzo’: quel che conta davvero è la fedeltà all’uomo nel servizio reciproco tra fratelli – e fratelli sono tutti gli uomini, non solo questi o quei credenti». Sulle orme di Francesco, la «mobilitazione per una Chiesa nuova, più snella, pronta, attenta, e anche trasparente».

Ci siamo. Il «Convegno» sta per iniziare. Il Papa è in arrivo. La Toscana si appresta a vivere un momento storico. Non è esagerato pensarlo. La Chiesa italiana si riunisce a Firenze per confrontarsi sulla complessità del momento presente e per progettare la pastorale del prossimo decennio.

Per una settimana il capoluogo toscano diventa il «centro» della Chiesa italiana, con 2.500 delegati. Martedì 10 la visita di Papa Francesco. L’arcivescovo di Firenze, presentando l’evento, ricorda come l’Umanesimo fiorentino non sia solo un fatto artistico, filosofico o culturale ma sia anche intriso di attenzione per l’uomo in ogni condizione di vita, soprattutto quella più sofferente.