Giovanni Paolo II

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Mercoledì 12 maggio ore 20.50 il Rosario, ore 21.40 lo speciale condotto da Paola Saluzzi. Nello speciale intervengono mons. Rino Fisichella, i giornalisti Gian Franco Svidercoschi e Antonio Preziosi, Luca Buzzonetti, figlio del professore Renato Buzzonetti, medico personale del Pontefice. Con le testimonianze di Arturo Mari, fotografo del Pontefice, e Mario Scipioni, agente Polizia Ispettorato Vaticano

40 anni fa a Danzica le autorità comuniste dell’allora Repubblica popolare di Polonia, dal 1945 asservita al regime sovietico, si dovettero arrendere agli operai che in tutto il Paese chiedevano il riconoscimento dei loro diritti civili. Fra questi diritti vi fu la costituzione di un sindacato libero, indipendente e solidale chiamato Solidarność, ma anche il diritto a professare apertamente la propria fede cristiana. A capo degli operai dei cantieri navali di Danzica c'era un semplice elettricista Lech Wałęsa che alcuni anni dopo venne insignito del premio Nobel per la pace (1983) e nel 1990 eletto capo dello Stato (1990-1995). In occasione del quarantennale di Solidarność, il Sir ha chiesto allo statista polacco di condividere le riflessioni riguardanti la lotta per la libertà dei polacchi

“La preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore alla giustizia”. Sono le tre “tracce” di san Giovanni Paolo II che il Papa ha ricordato nell’omelia, pronunciata a braccio, della messa trasmessa in mondovisione dall’altare collocato sopra la tomba del papa polacco, nella basilica di San Pietro, in occasione del centenario della nascita di Karol Wojtyla. 

Era simpatico, sempre pronto alla battuta. E dal punto di vista del magistero un vero gigante. A ricordare Papa Wojtyla - a cento anni dalla nascita - è monsignor Luciano Giovannetti che da vescovo di Fiesole – di cui oggi è emerito – ha vissuto la visita del Papa il 18 ottobre 1986, una delle dieci in terra toscana.