Giovanni Paolo II

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Alberto Melloni, ordinario di storia del cristianesimo all'Università di Modena e Reggio e direttore della Fondazione Giovanni XXIII: «È questa la cifra di Papa Roncalli». La somiglianza con Francesco? «Ci abbiamo messo 50 anni a liberarci dalla vulgata di Roncalli come 'il Papa buono'! L'eloquenza del papato è solo l'eloquenza del Vangelo: tutto il resto sono trappole da leader di partito».

Andrea Riccardi ha appena pubblicato un libro «Giovanni Paolo II santo. La biografia», in cui emerge che «ha cambiato la storia del suo tempo, la storia dei credenti, dei cattolici, facendoli uscire dalla paura... perché sapeva che Dio è con gli uomini. Questo è il cuore della sua santità. Anche in momenti durissimi come quelli sotto il comunismo». Lo abbiamo intervistato.

I giovani di Azione Cattolica provenienti da tutta Italia e da altre nazioni si ritroveranno sabato 26 aprile a Roma, presso la parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale (piazza Santa Maria delle Grazie 5), per una notte di preghiera, silenzio e condivisione alla vigilia della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Spirito e carne, roccia e aria. Questo era Giovanni Paolo II. Almeno nei ricordi di un giornalista a cui a volte capitava di seguirlo, o piuttosto inseguirlo. Di ascoltarlo… In effetti, chiunque può leggere i discorsi di un Papa e farsene la propria personalissima idea.

Nella lunga storia del papato ci sono curiosamente stagioni abbondantissime e stagioni poverissime di papi fatti santi. Da San Pietro fino al VI secolo tutti i papi sono stati canonizzati. Si trattava di vicari di Cristo la cui santità era visibile. All’inizio furono tutti martiri. Poi furono confessori, cioè uomini che, anche quando la morte per la fede non li santificava automaticamente, cercavano di avvicinarsi al martirio con il loro stile di vita e le più severe penitenze corporali. Poi i papi saliti alla gloria degli altari diventano più rari.