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Gesù desidera una Chiesa in uscita, che vada nel mondo, e sacerdoti che escono da se stessi, e bruciano del desiderio di testimoniare e di raggiungere gli altri. Nel nuovo Santuario di san Giovanni Paolo II che ha sempre invitato la Chiesa ad “Aprire le porte”, Papa Francesco ha tracciato un profilo del buon pastore, celebrando la messa con i sacerdoti e religiosi polacchi. 

Nel tempio completato nel 2015, ad un chilometro dal Santuario della Divina Misericordia, circondato dai mosaici di padre Rupnik, il Papa ha ricordato con il Vangelo di Giovanni che Gesù risorto, la sera di Pasqua, è entrato nel luogo dov’erano i discepoli, che aveva le porte chiuse.

«Il tempo che oggi stiamo vivendo non ha bisogno di giovani divano, ma di giovai con le scarpe, meglio ancora con gli scarponcini calzati». Ne è convinto Papa Francesco, che nel discorso di chiusura della Veglia della Giornata Mondiale della Gioventù, al Campus Misericordiae di Cracovia (testo integrale), ha ricordato che «Gesù è il Signore del rischio, del sempre oltre, non è il Signore del confort, della sicurezza e della comodità».

Dopo il venerdì della croce, alla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia è il sabato della misericordia. Papa Francesco lo ha iniziato visitando il cuore della devozione alla Divina Misericordia, il Santuario ad essa dedicato che sorge a Lagiewniki, quartiere a sud di Cracovia, visitato ogni anno da due milioni di pellegrini da tutto il mondo. Arrivato al convento della Congregazione delle suore di Nostra Signora della Misericordia, dove visse e morì santa Faustina Kowalska, la fragile mistica apostola della Divina Misericordia, il Pontefice è entrato nella cappella dove riposa la santa e si è raccolto in preghiera davanti alla tomba.

Dopo l’orrore di Auschwitz-Birkenau, il dolore dei bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico universitario di Cracovia. Il venerdì di Papa Francesco in Polonia è proseguito, nel pomeriggio, con la visita del nosocomio che cura ogni anno 30 mila bambini degenti e 200 mila in ambulatorio. Nell’atrio Il Papa è stato accolto da una cinquantina di piccoli malati con i loro genitori. Francesco li ha salutati uno per uno, li ha accarezzati, ha ricevuto in dono alcuni disegni, poi, dopo il discorso, ha raggiunto il reparto emergenze per visitare altri bimbi. 

Una Via Crucis diventata “Via della Misericordia”, con la Croce delle Giornate mondiali della Gioventù che è stata portata in ogni stazione, sulla spianata di Buonie Blonia a Cracovia, da un diverso gruppo di giovani appartenenti ad associazioni, movimenti ecclesiali e ordini religiosi con il carisma della solidarietà e dell’accoglienza. Dalla Comunità di Sant’Egidio ad Aiuto alla Chiesa che soffre, dalla comunità dell’Arche alle missionarie della carità di Madre Teresa, fino alle polacche Hospice San Lazzaro e l’Ospedale domestico contro lo sfruttamento della prostituzione, hanno animato le 14 stazioni portando la loro testimonianza sulle 14 opere di misericordia, corporale e spirituale.

Dopo aver benedetto i giovani della Via Crucis della Gmg di Cracovia, nella spianata di Blonie, Papa Francesco è tornato alla sua residenza in arcivescovado, e poco dopo si è affacciato ancora una volta dalla finestra che da su via Franziskanska. Ai tanti giovani presenti, molti anche i malati, senza tetto e disabili, ha raccontato il suo venerdì nel dolore, dai bambini dell’ospedale pediatrico ad Auschwitz, e si è chiesto, riferendosi al campo di sterminio, come noi uomini, creati a somiglianza di Dio, siamo capaci di fare queste cose. Un crudeltà, ha aggiunto il Pontefice, che non è finita. 

Una lunga, interminabile, fila colorata di giovani. Appaiono così alla vista le decine di migliaia di pellegrini che sin dalle prime ore di questa mattina stanno affluendo al Campus Misericordiae, l’enorme spianata situata tra la periferia di Cracovia e la cittadina di Wieliczka, dove si celebreranno gli ultimi due atti della Gmg, la veglia di stasera e la messa finale di domani mattina.

Oggi per Papa Francesco è la giornata di Lagieniwcki, luogo di Santa Faustina Kowalska e del Santuario della Misericordia. Alle 8, in “papamobile”, il Papa si è recato nel convento dove è sepolta Santa Faustina e ha visitato la cappella della santa, canonizzata nel 2000 da Giovanni Paolo II, acclamato dalle suore. A conclusione della visita, il Santo Padre ha firmato il Libro d’Onore, scrivendo in lingua spagnola: “Misericordia quiero y no sacrificios”, “Misericordia io voglio e non sacrifici”. 

"Non crediamo che la misericordia sia una caramella che addolcisce la vita. La misericordia è impegnativa perché ci porta a sanare le ferite delle persone. Sentiamoci strumenti forti, fino a compromettere la nostra vita per la verità di Dio che è amore". L'ha detto il Cardinal Betori durante l'omelia della Messa con i giovani della diocesi di Firenze e quelli di San Miniato, celebrata a Cracovia.