Liturgia

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Il gesto di Gesù che caccia i mercanti dal tempio è «un gesto di ‘pulizia', di purificazione», è «il richiamo al culto autentico, alla corrispondenza tra liturgia e vita; un richiamo che vale per ogni epoca e anche oggi per noi. Quella corrispondenza tra liturgia e vita». Lo ha detto, sabato 7 marzo, Papa Francesco nella Messa nella parrocchia di Ognissanti, dove il 7 marzo 1965 Paolo VI celebrò per la prima volta la Messa in italiano.

«La lunghezza di un'omelia dipende alla cultura dei Paesi. In Occidente superare i 20 minuti sembra troppo ma in altri luoghi 20 minuti non bastano perché la gente viene da lontano, ha percorso una lunga strada per partecipare alla Messa e ascoltare la Parola Dio». Lo ha detto il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, presentando il «Direttorio omiletico» redatto dalla congregazione vaticana.

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha deciso, su invito di Benedetto XVI e secondo un progetto già in corso da tempo, di emanare un Direttorio omiletico, per ora consegnato alle Conferenze episcopali, che in seguito diventerà pubblico.

Un «direttorio omiletico» con l’auspicio che l’omelia - come recita l’«Evangelii Gaudium» - possa «essere realmente un’intensa e felice esperienza dello Spirito, un confortante incontro con la Parola, una fonte costante di rinnovamento e di crescita». Curato dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, il testo «è stato presentato al Santo Padre Francesco», il quale ne ha approvato la pubblicazione.

Lo scorso 21 novembre, memoria liturgica della presentazione della Beata Vergine Maria al tempio, durante la celebrazione eucaristica nella cappella di Casa Santa Marta papa Francesco ha commentato il Vangelo della cacciata dei venditori dal tempio richiamando la responsabilità di tutti, soprattutto di noi pastori, a «mantenere pulito il tempio, accogliere ogni persona come Maria, non dare scandalo al popolo di Dio».