Missioni

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“Da un mese siamo alle prese con la nuova mutazione del virus. Se dopo il picco di giugno, con 40 pazienti Covid ricoverati al giorno, quello di 62 ricoverati di settembre era sembrato alto, in questi giorni si continua a battere ogni record e si è a 154, con 6 morti in solo un giorno. E il sistema sanitario è collassato in tutta la regione”.

Il 26 gennaio 2021, nella casa di Miari (Corea), l’Ambasciatore d’Italia a Seoul, Federico Failla, a nome del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha conferito a suor M. Dorotea D’Oto, missionaria italiana in Corea dal 1966, l’Onorificenza di Ufficiale della Stella d’Italia.

Hanno tutti un comune denominatore i progetti che la Pontificia opera infanzia missionaria (Poim) propone ai fedeli di sostenere: sono sempre a favore dei bambini, in qualunque villaggio del mondo si trovino, e vengono attuati grazie all’impegno dei missionari “che non si fermano di fronte alle difficoltà o alle condizioni di vita disagiate, ma condividono tutto con le persone per la quali operano”. 

Quattro parole a formare una croce: accogliere, promuovere, proteggere, integrare. Sono gli «auguri scomodi per un Natale di fraternità» inviati in questi giorni dalle commissioni regionali di Caritas, Missio e Fondazione Migrantes. Il testo è composto da alcune riflessioni di don Tonino Bello e alcuni passaggi dell’enciclica «Fratelli Tutti» di Papa Francesco

Il progetto proposto quest’anno dal Centro missionario diocesano riguarda le attività delle suore Francescane di Santa Elisabetta che lavorano da anni, in India, per aiutare le famiglie più povere. Le bambine, in particolare, sono spesso discriminate, meno istruite, meno curate e meno nutrite. Per questo, le suore hanno aperto una casa di accoglienza dedicata a loro. Ecco la loro testimonianza.

In 70 anni di storia 2.060 persone partite dall’Italia, 239 ospedali serviti, 43 Paesi di intervento, 1.139 studenti ospitati nel collegio. Sono i numeri di Medici con l’Africa Cuamm, la prima ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. 

Padre Antonio Sergianni, missionario del Pime, è tornato a Cigoli, in Toscana, dopo aver trascorso trent’anni in Cina: «È stato difficile rimanere me stesso davanti all’altro, completamente diverso». Oggi il problema è la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Una Chiesa che ha vissuto momenti drammatici: «Molti vescovi, sacerdoti, suore e leader cattolici, sono stati veramente eroici: hanno trascorso gran parte della loro vita in prigione o nei campi di lavoro»