Natale

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“Che male può fare un bambinello di gesso? È così fragile e indifeso che non minaccia nessuno”. Così mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico della diocesi di Ales-Terralba, commenta l’atto vandalico della decapitazione del Bambino Gesù del presepe allestito davanti alla chiesa di San Sebastiano

1300 persone a tavola: ai pranzi di Natale che la Comunità di Sant'Egidio, in collaborazione con l'Arcidiocesi, ha preparato a Firenze nella Basilica di San Lorenzo, con circa mille persone, e al Centro Spazio Reale di San Donnino con trecento, hanno partecipato senza fissa dimora, rifugiati venuti con i corridoi umanitari, anziani, famiglie in difficoltà, Rom, insieme a tanti che hanno aiutato la loro conduzione.

Papa Francesco, nel messaggio natalizio che precede la benedizione Urbi et Orbi, ricorda che la luce del Bambino che nasce è più grande delle tenebre nei cuori umani e nei conflitti. Appello per la pace in Siria, in Terra Santa, Ucraina e Repubblica Democratica del Congo, per le crisi in Libano e Venezuela, per chi è perseguitato per la fede e per chi deve «emigrare nella speranza di una vita sicura».

Il Natale porta una parola di speranza di cui  "abbiamo particolare bisogno in questa terra del Mugello, segnata dal terremoto. Il timore segna ancora i nostri cuori, e questo è naturale, ma non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura". Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori durante la Messa a Barberino, nella palestra della scuola che nei giorni scorsi aveva ospitato le persone rimaste senza casa.