Natale

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Presepi sospesi a mezz’aria, tra cielo e terra, nel tempo senza respiro della pandemia. Presepi-gioiello che incantano come microsculture traforate, scene della Natività ritratte negli scatti d’arte che sintetizzano la bellezza terrena del divino, presepi al profumo di mare e migrazioni, pronti a solcare le acque della speranza e mettersi in rotta alla ricerca di una vita migliore e del senso dell’esistenza.

Per caso, mi è capitato di vedere uno spezzone di una trasmissione televisiva dedicata alle «parole», in cui venne proposto il termine «metànoia»: una parola greca, tipica del linguaggio cristiano perché mutuata direttamente dalle prime parole che l’evangelista Marco mette in bocca a Gesù all’inizio della sua predicazione: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15).

“In questo anno abbiamo ascoltato il silenzio del pianeta, abbiamo avuto paura ma abbiamo reagito, costruendo una nuova solidarietà, perché nessuno è al sicuro da solo”. Comincia così un videomessaggio del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, inviato via Twitter in occasione del Natale. 

Natale e Capodanno segnano il trionfale ritorno del panettone sulle tavole degli italiani. Con un’impennata del prodotto artigianale (+5,5% milioni di panettoni artigianali destinati ad essere venduti in tutto il Paese). Mentre arretra il pandoro nella classica disfida dolce di ogni Natale. A rilevarlo una indagine condotta da CNA Agroalimentare tra i suoi associati.

Quello del 2020 fu il Natale segnato dal coprifuoco, con la Messa «nella notte» anticipata al tardo pomeriggio. Quest’anno non ci sono limitazioni di orario: restano le altre restrizioni, alle quali siamo ormai abituati, le mascherine, il distanziamento, l’igienizzazione delle mani all’ingresso. Ecco gli orari nelle cattedrali della Toscana