Natale

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Il Natale, scrive mons. Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, nel messaggio di auguri alla «città e a ogni uomo e donna che vivono in queste terre», ci dice che «ogni uomo è grande agli occhi di Dio, qualunque sia la sua condizione sociale, la cultura o il colore della pelle» e che ogni persona «può essere liberata dal proprio egoismo e aprirsi all’altro da sé».

Diciamolo, nel rispetto di tutti, ma anche con chiarezza: il presepe non si fa perché «è una bella tradizione italiana». O almeno: non lo si faccia solo per questo. Il presepe lo si fa come piccolo tentativo di comprendere con i sensi e l’intelligenza e il cuore che possediamo, il mistero di quel Bambino, figlio di Dio, che ci manifesta il volto del Padre. 

Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton rispolvera dei versi di Ungaretti per spiegare il Natale. «È un dramma, non un cine-panettone». Un dramma che impegna l'uomo a lasciarsi illuminare dalla Luce e realizzare «il sogno di Dio» che è la salvezza dell'umanità