Natale

Ultimi contenuti per il percorso 'Natale'

Al centro dell'omelia nella Notte di Natale, presieduta nella Cattedrale di Lucca la sera del 24 dicembre, l'arcivescovo Italo Castellani ha posto al centro il "prendersi cura del Bambino Gesù" guardandosi attorno, accogliendo con tenerezza bambini, adolescenti e giovani, anziani, ammalti, rifugiati, extracomunitari e ogni "persona segnata dalla diversità". Occhio di riguardo poi alle esperienze di maternità e paternità. Forte il richiamo alla società, con espressione di totale solidarietà al sindaco di Lucca ALessandro Tambellini oggetto nei giorni scorsi di "auguri di morte".

«Dobbiamo pur chiederci perché in un popolo da sempre aperto all’incontro e all’accoglienza sta prevalendo l’istinto a chiudersi nel proprio guscio, a negare ospitalità a chi viene da paesi in guerra, impoveriti dalle rapine dei potenti, stremati dalla fame». Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori nella messa nel giorno di Natale, nel duomo di Firenze.

E’ un augurio di fraternità per il mondo quello che il Papa ha rivolto stamani nel tradizionale Messaggio natalizio al termine del quale ha impartito la Benedizione  «Urbi et Orbi». Francesco ha ricordato diversi Paesi del mondo, bisognosi di pace e riconciliazione, e ha rivolto un pensiero particolare ai cristiani che festeggiano il Natale in contesti ostili, auspicando che tutte le minoranze possano veder riconosciuta la libertà religiosa.

Il Natale, scrive mons. Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, nel messaggio di auguri alla «città e a ogni uomo e donna che vivono in queste terre», ci dice che «ogni uomo è grande agli occhi di Dio, qualunque sia la sua condizione sociale, la cultura o il colore della pelle» e che ogni persona «può essere liberata dal proprio egoismo e aprirsi all’altro da sé».

Diciamolo, nel rispetto di tutti, ma anche con chiarezza: il presepe non si fa perché «è una bella tradizione italiana». O almeno: non lo si faccia solo per questo. Il presepe lo si fa come piccolo tentativo di comprendere con i sensi e l’intelligenza e il cuore che possediamo, il mistero di quel Bambino, figlio di Dio, che ci manifesta il volto del Padre. 

Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton rispolvera dei versi di Ungaretti per spiegare il Natale. «È un dramma, non un cine-panettone». Un dramma che impegna l'uomo a lasciarsi illuminare dalla Luce e realizzare «il sogno di Dio» che è la salvezza dell'umanità