Natale

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Le popolazioni terremotate si preparano a vivere il loro primo Natale dopo il sisma del 24 agosto e quelli successivi del 26 e del 30 ottobre. Esattamente quattro mesi dopo la prima grande scossa. Gente tenace e risoluta, pronta a ricominciare, speranzosa nell'aiuto delle istituzioni e sostenuta da una grande fede. Si estraggono anche i presepi dalle macerie, mentre a Norcia e a Amatrice, con le casette, nascono anche i primi centri pastorali e di comunità, grazie all'impegno delle diocesi e di Caritas italiana.

«Maria e Giuseppe, che per primi hanno accolto Gesù mediante la fede, ci introducono nel mistero del Natale». Lo ha detto il Papa, che nell’ultimo Angelus prima di Natale ha ricordato ieri che «Maria ci aiuta a metterci in atteggiamento di disponibilità per accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta, nella nostra carne», mentre Giuseppe «ci sprona a cercare sempre la volontà di Dio e a seguirla con piena fiducia».

Gremitissima, venerdì pomeriggio, la sala san Paolo del Seminario vescovile di Grosseto, che ha ospitato la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso «I segni del Natale» bandito, per il dodicesimo anno consecutivo, dalla Fondazione Chelli tra le scuole materne, primarie e medie della provincia di Grosseto.

Il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, ha aperto il presepe allestito nell’atrio del palazzo vescovile. Il presepe è l’ingrandimento fotografico di una tavola a olio del pittore toscano Venturino Venturi (1918-2002), che il vescovo ha scelto per il Natale 2016 e da cui ha tratto ispirazione per il Messaggio di Natale, stampato in diecimila copie e in corso di distribuzione nelle parrocchie.

Il Natale è ormai alle porte e nella terza domenica di Avvento Papa Francesco ha invitato tutti a immergersi in questa gioia, non “superficiale o puramente emotiva”, e nemmeno “mondana o del consumismo”. Non si tratta di semplici parole, perché “Gesù afferra tutto l’essere umano e lo rigenera”. “Dio – ha detto il Pontefice – è entrato nella storia per liberarci dalla schiavitù del peccato; ha posto la sua tenda in mezzo a noi per condividere la nostra esistenza, guarire le nostre piaghe, fasciare le nostre ferite e donarci la vita nuova”.