Natale

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Sarebbero oltre 600 i permessi concessi da Israele ai cristiani di Gaza per le festività natalizie. A confermare la notizia al Sir è monsignor William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, che cita i più alti funzionari di esercito e polizia israeliani che proprio nei giorni scorsi si sono recati al Patriarcato latino di Gerusalemme per gli auguri di Natale.

L'accoglienza ai profughi, la costruzione della moschea a Firenze, le cause di beatificazione di Dalla Costa e La Pira, oltre al prossimo anniversario dei 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani, sono stati tra i temi toccati dal card. Giuseppe Betori nel corso del consueto incontro con la stampa per gli auguri di Natale, tenutosi stamani in arcivescovado a Firenze.

Il primo Natale di padre Francesco Patton, come Custode di Terra Santa, sarà tutto per i fratelli cristiani, e non, segnati dalla guerra. Il pensiero rivolto «a tutte quelle persone che hanno bisogno di pace e la desiderano con tutto il cuore», in Siria, in Iraq, come anche in Israele e Palestina, quella Terra Santa divisa dal muro. L'invito del Custode è vivere il Natale come momento di «incontro tra la gente e quindi anche del superamento dello stesso Muro.

«Dov’è il presepio nelle case delle famiglie ferite, dove più forte è la voce di chi litiga e ferisce piuttosto di quella che riconcilia? E dov’è per le persone che non hanno più un lavoro e faticano a trovarlo? E dov’è nei luoghi di lavoro e di studio, negli spazi della nostra vita quotidiana, nei luoghi di incontro?». Sono gli interrogativi posti da monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato, nel messaggio di auguri per il Natale 2016.

Le popolazioni terremotate si preparano a vivere il loro primo Natale dopo il sisma del 24 agosto e quelli successivi del 26 e del 30 ottobre. Esattamente quattro mesi dopo la prima grande scossa. Gente tenace e risoluta, pronta a ricominciare, speranzosa nell'aiuto delle istituzioni e sostenuta da una grande fede. Si estraggono anche i presepi dalle macerie, mentre a Norcia e a Amatrice, con le casette, nascono anche i primi centri pastorali e di comunità, grazie all'impegno delle diocesi e di Caritas italiana.

«Maria e Giuseppe, che per primi hanno accolto Gesù mediante la fede, ci introducono nel mistero del Natale». Lo ha detto il Papa, che nell’ultimo Angelus prima di Natale ha ricordato ieri che «Maria ci aiuta a metterci in atteggiamento di disponibilità per accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta, nella nostra carne», mentre Giuseppe «ci sprona a cercare sempre la volontà di Dio e a seguirla con piena fiducia».