Natale

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Gremitissima, venerdì pomeriggio, la sala san Paolo del Seminario vescovile di Grosseto, che ha ospitato la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso «I segni del Natale» bandito, per il dodicesimo anno consecutivo, dalla Fondazione Chelli tra le scuole materne, primarie e medie della provincia di Grosseto.

Il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, ha aperto il presepe allestito nell’atrio del palazzo vescovile. Il presepe è l’ingrandimento fotografico di una tavola a olio del pittore toscano Venturino Venturi (1918-2002), che il vescovo ha scelto per il Natale 2016 e da cui ha tratto ispirazione per il Messaggio di Natale, stampato in diecimila copie e in corso di distribuzione nelle parrocchie.

Il Natale è ormai alle porte e nella terza domenica di Avvento Papa Francesco ha invitato tutti a immergersi in questa gioia, non “superficiale o puramente emotiva”, e nemmeno “mondana o del consumismo”. Non si tratta di semplici parole, perché “Gesù afferra tutto l’essere umano e lo rigenera”. “Dio – ha detto il Pontefice – è entrato nella storia per liberarci dalla schiavitù del peccato; ha posto la sua tenda in mezzo a noi per condividere la nostra esistenza, guarire le nostre piaghe, fasciare le nostre ferite e donarci la vita nuova”.

“Il presepe e l’albero formano un messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il clima natalizio favorevole per vivere con fede il mistero della Nascita del Redentore, venuto sulla terra con semplicità e mitezza”. È la riflessione offerta da Papa Francesco alla delegazione della Provincia di Trento, da cui proviene l’abete di Piazza San Pietro, insieme a quella dell’isola di Malta, che ha donato il presepe. Il Pontefice ha rivolto un pensiero speciale ai bambini in cura presso i reparti oncologici di alcuni ospedali italiani, i cui disegni sono stati riprodotti sulle sfere d’argilla che ornano l’abete. Le sfere colorate che avete creato, ha detto Papa Francesco, raffigurano i valori della vita, dell'amore e della pace che il Natale di Cristo viene ogni anno a riproporci...

Torna in tutta la regione  la tradizione originaria  dei Paesi dell’area tedesca  e nordeuropea ma ormai affermata da diversi anni anche da noi. Un viaggio alla scoperta degli allestimenti più originali.