Natale

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«Sono lieto di accogliervi e di esprimere la mia riconoscenza in occasione dell’inaugurazione  dell’albero e del presepe, che saranno ammirati in piazza San Pietro dai pellegrini di tutto il mondo  durante l’Avvento e le festività del Natale». Con queste parole il Papa ha ringraziato i vescovi e il governo di Malta, che hanno donato e allestito il presepio, e l’Associazione Foreste del Lagorai, che ha messo a  disposizione «il grande abete rosso e gli altri alberi destinati agli ambienti del Vaticano».

Si rinnova anche quest'anno il tradizionale Pranzo di Natale con i poveri della Comunità di Sant'Egidio. Lo scorso anno sono stati quasi 200mila i poveri accolti il giorno di Natale in oltre 60 paesi del mondo, 40mila in Italia, in 80 città. Marco Impagliazzo: «E' il vero Natale perché è il Natale in cui accogliendo il povero, si accoglie Gesù».

Due petizioni che sono state messe on line sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, chiedono di celebrare il Natale con l’insieme del mondo cristiano e che il 25 dicembre diventi giorno festivo. Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina: «Non vogliamo passare al calendario gregoriano senza i nostri fratelli ortodossi»

Il vescovo Rodolfo ha presieduto in Cattedrale la Messa della Notte e il Pontificale del giorno di Natale. Poi sul sagrato il saluto alla città e il lancio di caramelle con babbo Natale.  Alla mensa della Caritas sono stati accolti 56 poveri per il pranzo di Natale donato da un benefattore grossetano

«Abbiamo perso la nostra umanità e i nostri valori spirituali, e la religione è diventata un motivo per uccidere in nome di Dio, invece di invitare alla fratellanza. Quello di cui soffriamo dunque oggi è l’assenza di misericordia, come se l’evento di Cristo e il messaggio del suo Natale fossero vani». È stata tutta incentrata sulla misericordia l’omelia della messa di Mezzanotte celebrata dal Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme. 

«La liberazione della città di Mosul e della Piana di Ninive è ormai vicina; ritorneremo nella città a noi così cara dove seppelliremo le nostre sofferenze e le nostre paure, e dove finirà anche la storia dei jihadisti terroristi e dei fondamentalisti islamici che vivono senza futuro». Lo ha detto il patriarca caldeo di Baghdad, Louis Sako, durante la messa di Natale nella chiesa della Regina del Rosario nella capitale irachena, alla quale hanno partecipato, secondo quanto riferito dal sito Baghdadhope, anche alcune famiglie musulmane e mandee. 

«Per entrare nel presepe di Gesù, occorre farsi poveri come i pastori e assumere l’impegno del dono come i magi. Chi resta arroccato nei propri privilegi ne risulta estromesso, come Erode». È quanto ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, nell’omelia durante la Messa per il Natale presieduta nella cattedrale di Santa Maria del Fiore. 

«E’ il Natale dell’Anno Santo della Misericordia, perciò auguro a tutti di poter accogliere nella propria vita la misericordia di Dio, che Gesù Cristo ci ha donato, per essere misericordiosi con i nostri fratelli. Così faremo crescere la pace! Buon Natale!»

Con questo augurio, dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro, Papa Francesco ha salutato le decine di migliaia di fedeli venuti per il messaggio natalizio e la benedizione Urbi et Orbi. In questo giorno di misericordia e di pace, che è Gesù stesso, ha detto il Papa, ricordiamo che solo Lui ci può salvare.

“Oggi il Figlio di Dio è nato: tutto cambia. (…) non siamo più soli e abbandonati”. Papa Francesco ha aperto così la sua omelia della Messa per la Notte di Natale, celebrata nella Basilica Vaticana. Per questo non c’è più posto per il dubbio, da lasciare agli scettici, né per l’indifferenza “che domina il cuore di chi non riesce a voler bene”, né per la tristezza, “perché Gesù è il vero consolatore del cuore”.