Natale

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Una speranza di pace per il mondo. E' l'augurio del Papa nel messaggio natalizio pronunciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro (testo integrale), prima della benedizione Urbi et Orbi. Il Pontefice ha ricordato i popoli che soffrono a causa dei conflitti ed ha rivolto un pensiero speciale ai migranti che fuggono dai propri Paesi alla ricerca di un futuro dignitoso.

Gli auguri di buon Natale dei rappresentanti delle comunità ebraiche, musulmane, buddiste e induiste presenti in Italia. Il Lama tibetano Paljin Tulku Rinpoche rivolge un pensiero particolare a Papa Francesco, «affinché la sua opera preziosa di rinnovamento si sviluppi e dia frutto a vantaggio della grande famiglia umana per il bene di tutti gli esseri».

Chiese che diventano presepi viventi, piene di fedeli che pure nella difficoltà del momento si ritrovano ai piedi della mangiatoia per pregare Gesù, principe della pace. Non si tratta di una rappresentazione e nemmeno di 'pastorelli' come tradizione recita, ma poveri, sfollati, rifugiati, malati, persone private della loro casa, costrette a fuggire dai Paesi di origine, Iraq e Siria in primis, per scampare alla violenza della guerra e dello Stato Islamico.

È la prima volta che succede da 457 anni. Don Cristiano Bettega (Cei): «È come due voci che possono intonare un canto insieme». E dalla Francia, padre Vincent Feroldi parla di «un segno di Dio, in questi tempi difficili in cui la pace annunciata dagli angeli, la notte di Natale, è minacciata dalla follia degli uomini».

«Guardo alla bellezza del Natale e vorrei augurarlo a tutti buono, carico di gioia… Ma ho anch’io paura del buio, che, in questi giorni, sembra farsi più scuro: terrorismo, violenza, guerra e, sotto sotto, ingiustizie, sangue, divisioni, mercato delle armi…». Inizia così il messaggio d'auguri natalizi del vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, intitolato «Un Natale pensoso, ma nella luce». Lo pubblichiamo integralmente.

Dove andare a Natale in Toscana e durante le festività? Un percorso originale è quello offerto da Terre di Presepi alla riscoperta di luoghi e borghi caratteristici che hanno un comune denominatore, di avere un presepe artistico.  A Lecore è fatto con 2 quintali e mezzo di pane, a San Miniato prende l'intera facciata della storica piazza del seminario, un itinerario per tutta la Toscana.