Natale

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Le comunità cristiane della Siria in guerra si preparano a vivere il Natale. Le testimonianze del nunzio apostolico, card. Mario Zenari, e dei parroci delle zone dove si combatte ancora, padre Antonio Ayvazian, parroco armeno di Qamishli, nel nord Est siriano (al confine turco) e di padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino del villaggio cristiano di Knaye (Idlib)

Ultimo Dcpm... Il premier promette (permette?) che, pur con delle restrizioni, sarà un Natale vero... anche quest’anno! E giù discussioni, fiumi di parole o di inchiostro, pareri, contrasti: natale dell’economia, natale delle vetrine, del cenone, natale delle luci o della neve, o degli alberi... natale col coprifuoco, natale con la messa di mezzanotte alle venti... In tutte queste espressioni ci si trattiene, accuratamente mi pare, dal dire «Natale di Gesù». 

“Mai come quest’anno” il presepe e l’albero di Natale “sono segno di speranza per i romani e per quei pellegrini che avranno la possibilità di venire ad ammirarli”. È il saluto del Papa alle delegazioni provenienti da Castelli, in Abruzzo, e dal comune di Kočevje, nella Slovenia sudorientale, per il dono dell’albero di Natale e del presepio allestiti in Piazza San Pietro.

Il Meyer si prepara a vivere un Natale diverso dal solito, ma non meno magico. Anche se l’emergenza epidemiologica ancora in atto ha costretto l’Ospedale pediatrico fiorentino ad adottare regole molto rigorose per tutelare la sicurezza degli operatori e dei piccoli pazienti, l’atmosfera di festa, come ogni anno, è già entrata in corsia per portare un sorriso a tutti i bambini ricoverati.

Antonio Tajani, vice presidente di Forza Italia e del Ppe, rivendica la «vittoria» nel Parlamento europeo sulle celebrazioni religiose: «Abbiamo fatto cambiare la Raccomandazione che sconsigliava le celebrazioni di Messe. Questo non significa che noi non vogliamo che ci siano misure di sicurezza». E poi in Italia «diciamo sì all’utilizzo dei 37 miliardi del Mes sanitario per un’azione anti-Covid»

"Un piccolo segno, che forse sarebbe gradito a quanti sono più affezionati alla tradizione, potrebbe essere alzare tutte le campane della diocesi a mezzanotte in punto e invitare tutti a recitare il Gloria, ovviamente a casa e come possibile." Lo scrive l'arvcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro Riccardo Fontana in una lettera ai preti. Ecco il testo integrale.