Natale

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1300 persone a tavola: ai pranzi di Natale che la Comunità di Sant'Egidio, in collaborazione con l'Arcidiocesi, ha preparato a Firenze nella Basilica di San Lorenzo, con circa mille persone, e al Centro Spazio Reale di San Donnino con trecento, hanno partecipato senza fissa dimora, rifugiati venuti con i corridoi umanitari, anziani, famiglie in difficoltà, Rom, insieme a tanti che hanno aiutato la loro conduzione.

Papa Francesco, nel messaggio natalizio che precede la benedizione Urbi et Orbi, ricorda che la luce del Bambino che nasce è più grande delle tenebre nei cuori umani e nei conflitti. Appello per la pace in Siria, in Terra Santa, Ucraina e Repubblica Democratica del Congo, per le crisi in Libano e Venezuela, per chi è perseguitato per la fede e per chi deve «emigrare nella speranza di una vita sicura».

Il Natale porta una parola di speranza di cui  "abbiamo particolare bisogno in questa terra del Mugello, segnata dal terremoto. Il timore segna ancora i nostri cuori, e questo è naturale, ma non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura". Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori durante la Messa a Barberino, nella palestra della scuola che nei giorni scorsi aveva ospitato le persone rimaste senza casa.

Si svolgerà come tradizione il 25 dicembre, a Santa Maria in Trastevere a Roma, il pranzo di Natale con i poveri organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. La prima volta è stato il 25 dicembre 1982 con un piccolo gruppo oggi vengono coinvolte circa 60mila persone in un centinaio di città italiane e 240mila in oltre 70 Paesi di tutti i continenti.

«L’Isis starebbe pianificando attentati con autobomba per colpire le chiese cristiane durante le messe di Natale«: a denunciarlo, in una intervista al Sir, è il vicario episcopale della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord, padre Antonio Ayvazian.