Papa Francesco

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«La nostra preghiera non dev'essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità: una preghiera è veramente cristiana se ha anche una dimensione universale». Lo ha detto il Papa, durante l'Angelus di ieri, in cui ha invitato a pregare «con cuore aperto» e «con spirito missionario». Appello per i migranti nei centri di detenzione in Libia, dopo strage nel centro di Tajoura.

«Profonda preoccupazione per l'escalation delle violazioni israeliane contro il popolo palestinese in generale e la presenza cristiana in Palestina con particolare attenzione a Gerusalemme» è stata espressa dal presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) in una lettera indirizzata a Papa Francesco e consegnata, probabilmente settimana scorsa, dall'ambasciatore palestinese presso la Santa Sede, Issa Kassissieh.

Domenica 23 giugno Papa Francesco, prima della recita dell’«Angelus», ha commentato il Vangelo del giorno (Lc 9,11-17) che presenta il miracolo della moltiplicazione dei pani. Questo miracolo - ha osservato - è molto importante, tant’è vero che viene raccontato da tutti gli Evangelisti, e manifesta la potenza del Messia e, nello stesso tempo, la sua compassione: Gesù ha compassione della gente.

«Il vero sviluppo è inclusivo e fecondo, proiettato verso il futuro», mentre oggi il mondo «è ogni giorno più elitista e ogni giorno è più crudele con gli esclusi». È la riflessione proposta dal Papa nel videomessaggio in preparazione alla prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il 29 settembre, sul tema: «Non si tratta solo di migranti»

«In occasione del VI anniversario della visita a Lampedusa, lunedì 8 luglio, il Santo Padre Francesco celebrerà una Messa per i Migranti, alle ore 11, nella Basilica di San Pietro». Lo ha dichiarato ai giornalisti il direttore «ad interim» della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, precisando che «parteciperanno alla celebrazione circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono impegnati per salvare la loro vita». 

Seguire Gesù non ammette rimpianti, ha detto il Papa ieri all'Angelus, commentando il brano del Vangelo della Domenica. Essere discepoli del Maestro significa essere come lui radicali e decisi e sempre in movimento. Anche la Chiesa, «non se ne sta sedentaria e tranquilla nel proprio recinto». Poi il pensiero alla Corea e l'augurio a tutti di un periodo di riposo.