Papa Francesco

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«Essere luci gentili tra le oscurità del mondo». Si è conclusa con questo invito l'omelia della Messa celebrata ieri in piazza San Pietro dal Papa, durante la quale sono stati proclamati cinque nuovi santi: John Henry Newman, fondatore dell'Oratorio di San Filippo Neri in Inghilterra; Giuseppina Vannini, fondatrice delle Figlie di San Camillo; Mariam Thresia Chiramel Mankidiyan, fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia; Dulce Lopes Pontes e Margherita Bays. 

E' alla figura di Saulo, il futuro apostolo Paolo, che il Papa ha dedicato la sua riflessione all'udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, proseguendo la catechesi sugli Atti degli Apostoli che descrivono il suo straordinario «impatto» con l'amore di Cristo e la sua conversione. Chiediamo al Signore, dice Francesco, di fare la stessa esperienza di Saulo, la sola capace di cambiare il nostro cuore.

«Dobbiamo accostarci ai popoli amazzonici in punta di piedi, rispettandola loro storia, la loro cultura, il loro stile del ‘buen vivir' nel senso etimologico della parola, e non nel significato sociale». È l'invito del Papa, che ha aperto la prima Congregazione generale del Sinodo per l'Amazzonia, in corso nell'Aula del Sinodo in Vaticano, con un discorso pronunciato a braccio, in spagnolo, e durato circa venti minuti.

Aprendo ieri ufficialmente il Sinodo per l'Amazzonia, il Papa ha raccomandato ai 184 padri sinodali la virtù della prudenza, che «è la virtù del governo», e ha chiesto di abbandonare la logica del «si è sempre fatto così». No ai «nuovi colonialismi», al fuoco che distrugge la foresta amazzonica e a causa dell'avidità «divora popoli e culture».