Papa Francesco

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“La misericordia non abbandona chi rimane indietro. Ora, mentre pensiamo a una lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, si insinua proprio questo pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro”. È l’ammonimento di Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata, in forma privata, nel 20° anniversario della canonizzazione di suor Faustina Kowalska e dell’istituzione della Domenica della Divina Misericordia nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia

“Ieri ho ricevuto una lettera di una suora, che lavora come traduttrice nella lingua dei segni per i sordomuti, e mi raccontava il lavoro tanto difficile che hanno gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici, con i malati disabili che hanno preso il Covid-19. Preghiamo per loro che sono sempre al servizio di queste persone con diverse abilità, ma non hanno le abilità che abbiamo noi”. È l’intenzione di preghiera con cui il Papa ha iniziato la Messa a Santa Marta, alla vigilia della Domenica della Misericordia.

“Vorrei che oggi pregassimo per le donne che sono in attesa, le donne incinte che diventeranno mamme e sono inquiete, si preoccupano. Una domanda: ‘In quale mondo vivrà mio figlio?’. Preghiamo per loro, perché il Signore dia loro il coraggio di portare avanti questi figli con la fiducia che sarà certamente un mondo diverso, ma sempre sarà un mondo che il Signore amerà tanto”. Ha rivolto un pensiero alle future mamme, stamattina, Papa Francesco, introducendo la Messa trasmessa in diretta streaming da Santa Marta e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus.

Dedicata alla settima Beatitudine - "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" - l'udienza del Papa, trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca del Palazzo apostolico. La pace "non è tranquillità interiore": è "un'altra pace" rispetto a quella mondana e "va cercata sempre e comunque", in un mondo dove è un atto una "guerra a pezzi" e la "pace" di alcuni corrisponde alla "guerra" di altri.

Il Papa, il giorno di Pasqua, si è rivolto ai movimenti popolari di tutto il mondo attraverso una lettera, per “ricordare in modo speciale, per stare vicini” alle organizzazioni dei lavoratori e lavoratrici maggiormente impoveriti, precarizzati ed esclusi, di fronte alla durezza della pandemia dovuta al Covid-19. 

"Preghiamo perché il Signore ci dia la grazia dell’unità fra noi. Che le difficoltà di questo tempo ci facciano scoprire la comunione fra noi, l’unità che sempre è superiore ad ogni divisione". È l’intenzione con cui questa mattina il Papa ha cominciato la Messa a Santa Marta, trasmessa in diretta streaming e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus.

“Oggi vorrei ricordare con voi quanto fanno molte donne, anche in questo tempo di emergenza sanitaria, per prendersi cura degli altri: donne medico, infermiere, agenti delle forze dell’ordine e delle carceri, impiegate dei negozi di beni di prima necessità…, e tante mamme. sorelle, nonne che si trovano chiuse in casa con tutta la famiglia, con bambini, anziani, disabili”. È l’omaggio del Papa, al termine del Regina Caeli trasmesso in diretta streaming dalla biblioteca privata del Palazzo apostolico.

“Preghiamo oggi per i governanti, gli scienziati, i politici, che hanno incominciato a studiare la via d’uscita, il dopo-pandemia, questo ‘dopo’ che è già incominciato: perché trovino la strada giusta, sempre in favore della gente, sempre in favore dei popoli”. È la preghiera del Papa nella Messa a Santa Marta, trasmessa in diretta streaming e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus.