Papa Francesco

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«Lottare con forza e determinazione contro tutte le forme endemiche di corruzione e di speculazione che accrescono la disparità sociale e ad affrontare le situazioni di grande precarietà e di esclusione che generano sempre condizioni di povertà disumana». È l’appello lanciato dal Papa nel primo discorso (testo integrale) pronunciato in Madagascar, nel palazzo presidenziale di Antananarivo, subito dopo la visita di cortesia al presidente della Repubblica, Andry Rajoelina. 

«I nostri popoli hanno diritto alla pace. Voi avete diritto alla pace». Nell'omelia della Messa celebrata allo stadio Zimpeto, davanti a circa 60mila persone che lo hanno accolto con danze e balli nonostante la pioggia - che in questo angolo del mondo è un benedizione -, il Papa è tornato sui temi già presenti nel suo primo discorso in Mozambico e ha pronunciato ancora una volta una delle parole-chiave della prima tappa del suo viaggio apostolico in Africa.

«A volte senza volerlo, senza colpa morale, ci abituiamo a identificare la nostra attività quotidiana di sacerdoti con determinati riti, con riunioni e colloqui, dove il posto che occupiamo nella riunione, alla mensa o in aula è gerarchico; somigliamo più a Zaccaria che a Maria». A denunciarlo è stato il Papa, che incontrando il clero nella cattedrale dell'Immacolata Concezione a Maputo (testo integrale) ha risposto ad una domanda sulla crisi d'identità dei sacerdoti proponendo di «ritornare a Nazareth». 

È morto ieri sera a Cambo-Les Bains (diocesi di Bayonne), dove si era ritirato da due anni, il cardinale francese Roger Etchegaray, 96 anni, già presidente del Pontificio consiglio Giustizia e Pace, protagonista di delicate missioni diplomatiche per conto della Santa Sede in situazioni «impossibili» come quando nel 2003 volò da Saddam Hussein per cercare di scongiurare la guerra. Altra sua coraggiosa missione fu il primo maggio 2002 a Gerusalemme, per chiedere la pace in Medio oriente. Il cordoglio del Papa.

«Non lasciate che vi rubino la gioia». Con queste parole il Papa (testo integrale) ha salutato la folla di giovani - cattolici, musulmani, indù - che lo hanno accolto nel Pavillon Maxaquene di Maputo, con una coreografia di canti e danze e una parola d'ordine scandita a più riprese, in portoghese: «riconciliazione».