Papa Francesco

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Il nostro lettore, come altri che ci hanno sollecitati sullo stesso tema, ci dà la possibilità di tornare su un argomento che spesso ricorre tra quanti scrivono a Toscana Oggi, talvolta increduli per le critiche rivolte a papa Francesco altre volte, per la verità poche, critici con il Pontefice per certe sue affermazioni o alcuni suoi gesti.

«Particolarmente preoccupanti sono i segnali che giungono dall’intera regione, in seguito all’innalzarsi della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti e che rischiano anzitutto di mettere a dura prova il lento processo di ricostruzione dell’Iraq, nonché di creare le basi di un conflitto di più vasta scala che tutti vorremmo poter scongiurare». Con queste parole il Papa, nel discorso al Corpo diplomatico, ha affrontato la questione geopolitica al momento più urgente

Papa Francesco celebrerà una messa a Bari, domenica 23 febbraio alle 10.45, nell’ambito dell’incontro di riflessione  e spiritualità «Mediterraneo frontiera di pace», promosso dalla Conferenza episcopale italiana. A renderlo noto è oggi la Sala Stampa della Santa Sede, all’interno del calendario delle celebrazioni presiedute da Francesco nei mesi di gennaio e febbraio.

L’ incontro con Gesù infonde nei Magi «una nuova spinta per ritornare al loro paese, per raccontare ciò che hanno visto e la gioia che hanno provato. In questo c’è una dimostrazione dello stile di Dio, del suo modo di manifestarsi nella storia. L’esperienza di Dio non ci blocca, ma ci libera; non ci imprigiona, ma ci rimette in cammino, ci riconsegna ai luoghi consueti della nostra esistenza». Lo ha detto il Papa nell’Angelus in piazza San Pietro per la Solennità dell’Epifania del Signore. 

«Se perdiamo il senso dell’adorazione, perdiamo il senso di marcia della vita cristiana, che è un cammino verso il Signore, non verso di noi. È il rischio da cui ci mette in guardia il Vangelo, presentando, accanto ai Magi, dei personaggi che non riescono ad adorare». Lo ha detto Papa Francesco nella messa per la Solennità dell’Epifania del Signore nella Basilica Vaticana.

“Il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile”. Lo scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del malato, che ricorre l’11 febbraio, rivolgendosi in particolare agli operatori sanitari.

«Non è scontato che il nostro pianeta abbia iniziato un nuovo giro intorno al sole e che noi esseri umani continuiamo ad abitarvi. Non è scontato, anzi, è sempre un “miracolo” di cui stupirsi e ringraziare». Lo ha detto ieri il Papa all’Angelus al termine della messa celebrata nella Basilica Vaticana per la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 53ª Giornata mondiale della pace.