Papa Francesco

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Papa Francesco, incontrando la diocesi di Roma, ha messo in guardia «dall'illusione dell'equilibrio» e della tentazione di voler «sistemare la diocesi, mettendo tutto a posto». Poco prima aveva incontrato in sacrestia la famiglia rom del quartiere romano di Casal Bruciato, vittima nei giorni scorsi di minacce e insulti

Papa Francesco con il Motu proprio «Vos estis lux mundi» stabilisce nuove procedure per segnalare molestie e violenze, e assicurare che vescovi e superiori religiosi rendano conto del loro operato. Introdotto l’obbligo per chierici e religiosi di segnalare gli abusi. Ogni diocesi dovrà dotarsi di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni

«Per amare meglio i nostri vicini, abbiamo bisogno di conoscerli, e per sapere chi sono spesso dobbiamo trovare il modo di superare antichi pregiudizi». Lo ricorda Papa Francesco nel discorso consegnato ai docenti e agli studenti del Pontificio Istituto Biblico e ai partecipanti al Convegno su «Gesù e i Farisei: un riesame interdisciplinare», organizzato in occasione del 110° anniversario di fondazione dell'Istituto, ricevuti questa mattina in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.

«Come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l'aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide». Con queste parole il Papa ha commentato uno dei momenti del viaggio in Bulgaria: l'incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo, definito «un passo avanti sulla via della fraternità».

Come di consueto al ritorno dal suo viaggio apostolico il Papa ha risposto ai giornalisti sul volo che lo riportava a Roma. Ha detto di esserstato toccato dalla tenerezza con cui le suore di Madre Teresa assistono i poveri ed edificato dai colloqui con i patriarchi ortodossi. Sulla canonizzazione del card. Stepinac quello che interessa è la verità. Per il Papa il lavoro della commissione per il diaconato femminile è ancora lungo.

Francesco, nella sua ultima tappa a Skopje, ha incontrato ieri i sacerdoti e le loro famiglie nella Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù a Skopje. Nelle sue parole la grazia di respirare insieme a due polmoni, il rifiuto del carrierismo e del complesso di inferiorità, l'esortazione ad essere quel profumo capace di lasciare nella Chiesa e nel mondo un'impronta inconfondibile. Infine il richiamo alla tenerezza.