Papa Francesco

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“Maria è stata ed è presente nei giorni di pandemia, vicino alle persone che purtroppo hanno concluso il loro cammino terreno in una condizione di isolamento, senza il conforto della vicinanza dei loro cari”. A garantirlo è stato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla Biblioteca privata del Palazzo apostolico e dedicata alla preghiera in comunione con Maria. 

“Preghiamo per le vittime, le loro famiglie e l’intera popolazione, affinché la violenza subita non faccia smarrire la fiducia nel cammino della democrazia, della giustizia e della pace”. Così il Papa, al termine dell’udienza di oggi, ha commentato i “recenti attacchi terroristici in Niger, che hanno provocato la morte di 137 persone”.

Papa Francesco “ha approvato l’indicazione dell’arcidiocesi di Quito (Ecuador), quale sede del 53ª Congresso eucaristico internazionale che si terrà nell’anno 2024, in occasione del 150° anniversario della consacrazione di quel nobile Paese al Sacro Cuore di Gesù. Tale grande riunione ecclesiale manifesterà la fecondità dell’Eucaristia per l’evangelizzazione e il rinnovamento della fede nel continente Latino-americano”. Lo rende noto un comunicato del Pontificio Comitato per i Congressi eucaristici internazionali, pubblicato oggi nel Bollettino della Sala Stampa vaticana.

“Per me Francesco è la tenerezza di Dio. Dio ha un modo silenzioso di parlare, non è nel grande vento, non è nella tempesta, è nel venticello leggero. Francesco non parla, Francesco non ti ringrazia, però il suo guardarti, il suo stringerti per un secondo è la tenerezza di Dio che ti tocca, e questa è una cosa meravigliosa”. In un’intervista al Sir alla vigilia della Giornata mondiale per la sindrome di Down che ricorre domani, Luciano Russo parla di Francesco Maria, il suo bambino che la prossima settimana compirà sei anni.

Le vocazioni hanno bisogno di “cuori di padri, cuori di madri: cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi, compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze”. Ne è convinto il Papa, che dedica il messaggio per la Giornata mondiale per le vocazioni, in programma il 25 aprile, al tema: “San Giuseppe: il sogno della vocazione”.