Papa Francesco

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“È ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno ‘costretto’ a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale”. Così il Papa nella lettera inviata a tutti i fedeli per il mese di maggio 2020

“Preghiamo oggi per gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezioni via internet e altre vie mediatiche e preghiamo anche per gli studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati. Accompagniamoli con la preghiera”. È l’intenzione di preghiera con cui il Papa ha cominciato la messa trasmessa in diretta streaming da Santa Marta e dedicata a tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus. 

Non ricevere ma donare. È lo spirito, dal profumo del tutto evangelico, che contraddistingue la giornata di oggi, nella quale la Chiesa fa memoria di San Giorgio martire. Questa è dunque la giornata nella quale si festeggia l’onomastico di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco. Il dono del Pontefice è la consegna di respiratori e di materiale sanitario quindi mascherine, occhiali protettivi per i medici e gli infermieri, tute per le terapie intensive, riferisce Vatican News. A beneficiarne saranno alcuni ospedali: quello della città di Suceava, in Romania, focolaio di coronavirus nel Paese, dove sono attesi 5 respiratori di ultima generazione; altri 2 andranno all’ospedale di Lecce, in Italia, e 3 a Madrid, in Spagna.

“In tante parti si sente uno degli effetti di questa pandemia: tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo li aiuta il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia. La pandemia sociale". Così Papa Francesco ha introdotto, stamattina, la Messa presieduta a Santa Marta, in diretta streaming, offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus.

Il Papa ha dedicato l'udienza di oggi alla Giornata mondiale della terra, a cinque anni dalla pubblicazione della Laudato si'. "Abbiamo peccato contro la terra", il mea culpa. "La terra non perdona. Se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta", il riferimento all'oggi. Serve "un piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune". A partire da due "incontri importantissimi": la Cop 15 a Kunming  la Cop26 a Glasgow

“Dobbiamo crescere nella coscienza della cura della casa comune”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca privata del Palazzo apostolico, dedicata a questo tema, in occasione della 50ª Giornata mondiale della Terra (Earth Day), nel 5° anniversario della sua enciclica “Laudato si’” . 

“In questo tempo nel quale è necessaria tanta unità tra noi, tra le nazioni, preghiamo oggi per l’Europa, perché l’Europa riesca ad avere questa unità, questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione europea”. È l’intenzione di preghiera con cui il Papa ha cominciato la messa trasmessa in diretta streaming da Santa Marta e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus.