Papa Francesco

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La preghiera silenziosa nel cimitero della scuola di Ermineskin, simbolo delle 139 scuole residenziali – molte delle quali gestite dai cattolici – dove 150milla bambini sono stati strappate alle loro famiglie, divenendo vittime di “abusi fisici, psicologici e verbali” per le politiche di “assimilazione” del governo. È cominciato così il 37° viaggio apostolico del Papa, che in questi giorni in Canada continua il “pellegrinaggio penitenziale” iniziato quattro mesi fa a Roma con le popolazioni indigene.

“Oggi sono qui, in questa terra che, insieme a una memoria antica, custodisce le cicatrici di ferite ancora aperte. Sono qui perché il primo passo di questo pellegrinaggio penitenziale in mezzo a voi è quello di rinnovarvi la richiesta di perdono e di dirvi, di tutto cuore, che sono profondamente addolorato”. E’ il cuore del primo discorso in Canada, pronunciato dal Papa a Maskwacis durante l’incontro con le popolazioni indigene First Nations, Métis e Inuit.  

“Un’opportunità per coltivare la nostra conversione ecologica, una conversione incoraggiata da san Giovanni Paolo II come risposta alla catastrofe ecologica preannunciata da san Paolo VI già nel 1970”. Così il Papa definisce la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, in programma il 1° settembre, giorno di inizio del Tempo del creato, che si protrae fino al 4 ottobre.