Papa Francesco

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La nuova evangelizzazione deve basarsi sul primato della testimonianza, sull'andare incontro, con un progetto pastorale centrato sull'essenziale. Lo ha sottolineato Papa Francesco parlando alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione. Occorre risvegliare la fede di fronte agli atteggiamenti di indifferenza mostrando che la Chiesa è formata da persone che vivono quello in cui credono mentre a volte non è così. La Chiesa è invitata a suscitare speranza e le sue porte sono sempre aperte. E serve una pastorale che richiami l'essenziale e che sia ben centrato sull'essenziale, cioè su Gesù Cristo. Non serve disperdersi in tante cose secondarie o superflue, ma concentrarsi sulla realtà fondamenta che è l'incontro con Cristo, con la sua misericordia.

«Come figli della Chiesa dobbiamo continuare il cammino del Concilio Vaticano II, spogliarci di cose inutili e dannose, di false sicurezze mondane che appesantiscono la Chiesa e danneggiano il suo vero volto». È l'invito rivolto dal Papa, sulla scia di quanto detto ad Assisi, ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, ricevuti oggi in udienza.

La sindrome di Giona è il senso di autosufficienza e di sentirsi superiore nella fede; il segno di Giona è accettare la misericordia e la salvezza proposta da Dio a tutti noi peccatori. Lo ha ribadito Papa Francesco nell'omelia della messa del mattino di oggi lunedì 14 ottobre 2013.

«Beata Maria Vergine di Fatima, con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni che ti dicono beata. Celebriamo in te le grandi opere di Dio, che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull'umanità, afflitta dal male e ferita dal peccato, per guarirla e per salvarla».

Guardando a Maria, vediamo che "Dio ci sorprende, ci chiede fedeltà ed è la nostra forza". Lo ha sottolineato Papa Francesco, nell'omelia della messa celebrata in Piazza San Pietro in occasione della Giornata Mariana inserita nell'Anno della Fede. Davanti a più di centomila fedeli venuti da tutto il mondo, il Papa ha ricordato la meraviglia di Maria, davanti all'annuncio dell'Angelo, e la sua fiducia in Dio. E noi, si è chiesto, abbiamo paura di quello che Dio potrebbe chiederci? Mi lascio sorprendere da Dio o mi chiudo nelle mie sicurezze? Maria poi è fedele, anche sotto la Croce, distrutta da dentro, ma fedele e forte.

Maria "è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre". Papa Francesco ha parlato così della fede della Vergine, capace con il suo "sì" di sciogliere il nodo del peccato, dell'antica disobbedienza, nella catechesi sulle sette tappe dolorose della vita di Maria, tenuta in Piazza San Pietro sabato pomeriggio, accanto alla Statua della Madonna di Fatima, eccezionalmente in Vaticano per la giornata mariana dell'Anno della Fede. Al suo arrivo in Vaticano, anche il Papa emerito Benedetto XVI ha potuto pregare davanti all'icona.

Maria, «donna di fede, vera credente», scioglie i «nodi» della nostra vita, anche quelli «più intricati». Ad assicurarlo è stato il Papa, che nella catechesi pronunciata oggi in piazza San Pietro, in occasione della Giornata mariana organizzata nell’ambito dell’Anno della fede, ha accolto la statua originale della Madonna di Fatima ricordando ai fedeli che «ci aiuta a sentire la sua presenza in mezzo a noi», e che «Maria ci porta sempre a Gesù».