Papa Francesco

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«Piena sintonia» con Papa Francesco e gratitudine dei vescovi italiani per il «momento bello» rappresentato dall'incontro con lui in occasione dell'assemblea Cei del maggio scorso, quando «abbiamo potuto direttamente cogliere il suo stile, il suo metodo, il suo modo di essere» e «provare il piacere di sentire le sue parole, le sue indicazioni, i suoi incoraggiamenti». Così si è espresso, nella conferenza stampa di oggi presso la sede di Radio Vaticana, il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, illustrando il comunicato finale sui lavori del Consiglio episcopale permanente svolto a Roma da lunedì a mercoledì scorso.

Non è un’enciclica, ma forse l’intervista rilasciata da papa Francesco al direttore di «Civiltà cattolica» rispecchia il suo nuovo modo di comunicare, meno «ufficiale», ma immensamente più diretto ed efficace, di cui è stato un esempio la lettera inviata a «Repubblica».

La vergogna dinanzi a Dio, la preghiera per implorare la misericordia divina e la piena fiducia nel Signore. Sono questi i cardini della riflessione proposta da Papa Francesco questa mattina, durante la Messa nella cappella di Santa Marta, concelebrata con i cardinali Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, e Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti, insieme con un gruppo di vescovi maroniti venuti dal Libano, dalla Siria, dalla Terra Santa e da diversi altri Paesi di ogni continente.

Nel «Credo» professiamo che «la Chiesa è unica e questa Chiesa è in se stessa unità. Ma se guardiamo alla Chiesa Cattolica nel mondo scopriamo che essa comprende quasi 3.000 diocesi sparse in tutti i Continenti: tante lingue, tante culture! Eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un'unità». Così è iniziata la catechesi di questa mattina di Papa Francesco, in occasione dell'Udienza generale in piazza San Pietro.