Papa Francesco

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Può sorprendere leggere sulla pagina facebook dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) aluni brani della recente esortazione di Papa Francesco «Evangelii gaudium». Leggiamo, ad esempio: «…In quest’epoca acquista una notevole importanza la relazione con i credenti dell’Islam, oggi particolarmente presenti in molti Paesi di tradizione cristiana...». Ma chi conosce l'imam di Firenze e presidente nazionale di Ucoii, Ezzedin Elzir, sa che questa attenzione per i cristiani e questa sensibilità al dialogo interreligioso è sincera e viene da lontano.

No alla “fraternità finta” né alla “fraternità da laboratorio”. “Dobbiamo avere il coraggio e la pazienza di venirci incontro l’un l’altro per quello che siamo. Il futuro sta nella convivenza rispettosa delle diversità, non nell’omologazione ad un pensiero unico teoricamente neutrale”. Lo ha detto papa Francesco ricevendo oggi in Vaticano il cardinale Jean-Louis Tauran e i partecipanti alla plenaria del Pontificio consiglio del dialogo interreligioso che ha scelto quest’anno per tema: “Membri di differenti tradizioni religiose nella società”.

La fede non è “una cosa privata”, come molti “poteri mondani” vorrebbero, perché Dio, che ha vinto il mondo, si adora fino alla fine “con fiducia e fedeltà”, nonostante “apostasia” e “persecuzioni”. Lo ha detto il Papa che, nell’omelia della messa a Santa Marta, ha citato la vicenda del profeta Daniele, gettato nella fossa dei leoni per aver adorato Dio invece che il re.

Dialogo interreligioso ed evangelizzazione non si escludono, ma si alimentano reciprocamente. Lo ha sottolineato il Papa parlando alla Plenaria del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Il vero dialogo basato non sull'imposizione ma sulla testimonianza, serve a superare la paura verso le diverse tradizioni religiose e verso la dimensione religiosa in quanto tale. È diffuso il pensiero secondo cui la convivenza sarebbe possibile solo nascondendo la propria appartenenza religiosa. Invece -- ha insistito il Papa -- il futuro sta nella convivenza rispettosa delle diversità, non nell'omologazione ad un pensiero unico teoricamente neutrale.

"Chi pratica la misericordia non teme la morte, perché la guarda in faccia nelle ferite dei fratelli e la supera con l'amore di Gesù Cristo". In una piazza san Pietro decisamente invernale, fredda ma gremita di fedeli, Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'udienza generale ancora alla preghiera del Credo, soffermandosi sul tema della risurrezione della carne. La morte interroga tutti -- specialmente quando colpisce i bambini -- ma se viene intesa come il tramonto definitivo "si trasforma in minaccia che infrange ogni sogno, ogni prospettiva". Questo, tuttavia, capita "quando non crediamo in un orizzonte che va oltre quello della vita presente; quando si vive come se Dio non esistesse".

«Complimenti, perché voi siete coraggiosi!». È il saluto del Papa, a braccio, ai circa 50mila fedeli radunati stamani in piazza S. Pietro, ai quali ha ripetuto: «Complimenti, con questo freddo, in piazza!». Subito dopo, Papa Francesco ha detto che desidera portare a termine le catechesi sul «Credo», svolte durante l'Anno della fede, che si è concluso domenica scorsa. «In questa catechesi e nella prossima - ha annunciato - vorrei considerare il tema della risurrezione della carne, cogliendone due aspetti così come li presenta il Catechismo della Chiesa cattolica, cioè il nostro morire e il nostro risorgere in Gesù Cristo». Oggi il Papa si è soffermato sul primo aspetto, il «morire in Cristo».

Mercoledì 20 novembre Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale, ha voluto proseguire il tema della remissione dei peccati, in riferimento al «potere delle chiavi», che è un simbolo biblico del compito che Gesù ha dato agli Apostoli.

La «conversione del papato» va intesa «alla stessa stregua» della «conversione pastorale»: il Papa, cioè, «si pone come primo esempio di quella conversione pastorale che chiede ai fedeli». A precisarlo è stato monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'esortazione apostolica, avvenuta oggi presso la sala stampa della Santa Sede.

«La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù»: inizia così l'Esortazione apostolica «Evangelii Gaudium» con cui Papa Francesco sviluppa il tema dell'annuncio del Vangelo nel mondo attuale, raccogliendo, tra l'altro, il contributo dei lavori del Sinodo che si è svolto in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede».