Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

Reso noto il messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che verrà celebrata il 14 gennaio 2014. Francesco chiede «il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione - che, alla fine, corrisponde proprio alla cultura dello scarto - a un atteggiamento che abbia alla base la cultura dell'incontro»

«È impressionante il numero di persone che migra da un continente all'altro, così come di coloro che si spostano all'interno dei propri Paesi e delle proprie aree geografiche. I flussi migratori contemporanei costituiscono il più vasto movimento di persone, se non di popoli, di tutti i tempi»: lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati 2014 sul tema «Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore», presentato questa mattina nella Sala stampa della Santa Sede.

Con la speranza solida che ci è donata dalla fede noi cristiani possiamo "discernere la realtà, vivere la vicinanza e la solidarietà, perché Dio stesso è entrato nella nostra storia", diventando uomo in Gesù, e aprendoci un orizzonte sicuro di speranza. E' il cuore della "lettura esistenziale" dell'episodio evangelico dei discepoli di Emmaus, offerta da Papa Francesco al mondo della cultura della Sardegna, nella Pontificia facoltà teologica regionale, seconda tappa pomeridiana della sua visita a Cagliari. Partendo da tre parole chiave, disillusione, rassegnazione e speranza, il Papa ha spiegato che la crisi attuale, economico-finanziaria ma anche morale e umana, va affrontata con discernimento.

"Giovani, fidatevi di Gesù: Lui va sempre avanti, con noi! E' una persona che può portarvi avanti, non un'illusione. Non delude mai, è un compagno fedele. E gettate le reti per costruire un mondo migliore!". E' il cuore del messaggio lasciato da Papa Francesco domenica sera ai centomila giovani sardi incontrati in Largo Carlo Felice, ultima tappa della sua visita pastorale a Cagliari. Parole arricchite dall'esperienza personale della vocazione, ricordata con emozione esattamente sessant'anni dopo.

"Solidarietà è una parola che rischia di essere cancellata dal dizionario, perché dà fastidio. Perché ti obbliga a guardare all'altro e darti all'altro con amore". Papa Francesco lo ha detto domenica pomeriggio, nella cattedrale di Cagliari, ai poveri, ai detenuti e ai volontari che li assistono. Nella terza tappa della sua visita nel capoluogo sardo il Papa ha detto di voler condividere con tutti la gioia di avere Gesù come maestro, che ci dà forza nelle fragilità. "Tutti noi che siamo qui abbiamo miserie e fragilità -- ha aggiunto -- nessuno qui è migliore dell'altro. Tutti siamo uguali davanti al Padre!".

Il ruolo del vescovo è di accogliere con magnanimità, camminare con il gregge, rimanere con il gregge. Lo ha ribadito il Papa nel discorso ai nuovi vescovi. In particolare Papa Francesco ha sottolineato l'importanza di stare in mezzo alla gente.Scendete in mezzo ai vostri fedeli, anche nelle periferie delle vostre diocesi e in tutte quelle "periferie esistenziali" dove c'è sofferenza, solitudine, degrado umano. Presenza pastorale significa camminare con il Popolo di Dio: davanti, indicando la via; in mezzo, per rafforzarlo nell'unità; dietro, sia perché nessuno rimanga indietro

Dire sempre sì alla vita perché l'apertura alla vita è una priorità per la famiglia umana. Lo ha sottolineato il Papa nel discorso alla Federazione internazionale delle Associazioni Mediche cattoliche. Cari amici medici, voi che siete chiamati a occuparvi della vita umana nella sua fase iniziale, ricordate a tutti, con i fatti e con le parole, che questa è sempre, in tutte le sue fasi e ad ogni età, sacra ed è sempre di qualità. E non per un discorso di fede, ma di ragione e di scienza! Non esiste una vita umana più sacra di un'altra, come non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un'altra.