Papa Francesco

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Dopo l'incontro con i piccoli ospiti del Serafico, con cui si è intrattenuto tre quarti d'ora prima di tenere il suo primo discorso interamente a braccio - consegnando comunque il testo scritto e dandolo per pronunciato - il Papa si è trasferito con la «papamobile» al Santuario di san Damiano, luogo della vocazione di san Francesco e del famoso «dialogo» con il Crocifisso, ora conservato nella chiesa di santa Chiara, dove Papa Francesco si recherà questo pomeriggio.

(dagli inviati Sir ad Assisi) - Gesù è presente fra voi»; in questi bambini e ragazzi «troviamo le piaghe di Gesù». Papa Francesco ha accantonato il discorso preparato e ha parlato a braccio (discorso) nella sua prima tappa della visita apostolica ad Assisi, l'incontro con i bambini disabili e ammalati ospiti dell'Istituto Serafico, prima tappa della sua visita ad Assisi nel giorno di San Francesco.

Arriva a Firenze il percorso delle «10 Piazze per 10 Comandamenti», evento nazionale promosso dal movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo realizzato in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, in occasione dell’Anno della Fede. Un momento gioioso, di coinvolgimento popolare e di testimonianza di valori e di ideali ispirati al Decalogo. In Piazza dunque non per protestare, ma per proporre stili di vita nuova.

Il fondamento della costruzione della pace consiste nell'origine divina dell'uomo, della società e dell'autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari gruppi sociali e gli Stati a vivere rapporti di giustizia e di solidarietà. Lo ha detto il Papa ricevendo il Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace, per i 50 anni dalla Pacem in Terris di Giovanni XXIII. Giustizia, sviluppo umano, solidarietà, ascolto e possibilità di esprimersi sono alla base di politiche giuste, durature e pacifiche.

Parlando di pace, parlando della inumana crisi economica mondiale, che è un sintomo grave della mancanza di rispetto per l'uomo, non posso non ricordare con grande dolore le numerose vittime dell'ennesimo tragico naufragio avvenuto oggi al largo di Lampedusa. Mi viene la parola vergogna! E' una vergogna! Preghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita: uomini, donne, bambini, per i familiari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie! Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle.

«Preghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di Lampedusa». È il tweet lanciato da Papa Francesco in merito alla nuova tragedia che ha colpito Lampedusa con il naufragio di un barcone carico di migranti. Al momento il bilancio, ancora provvisorio, sarebbe di oltre 80 morti e 250 dispersi. Molti i bambini.

«Un clima di fiducia, di grande serenità e comunione». Con queste parole padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha descritto il primo incontro del Papa con il Consiglio dei cardinali, da lui stesso istituito con il Chirografo di due giorni fa. Gli otto cardinali, ha detto il portavoce vaticano, «sono persone che godono tutte di grande fiducia e apprezzamento personale da parte del Papa, con cui si sente in sintonia e sente di poter essere aiutato ad andare avanti sulla linea da lui sentita come giusta nel governo della Chiesa».