Papa Francesco

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Cristo è centro della creazione, è centro del Popolo di Dio, è al centro della storia dell'umanità e di ogni uomo. Così Papa Francesco, nell'omelia della messa, ha riassunto il significato dell'Anno della Fede, che oggi si è chiuso. Nel corso della solenna cerimonia sono state esposte alla venerazione dei fedeli le reliquie dell'Apostolo Pietro. Il Papa ha salutato i Patriarchi e gli Arcivescovi Maggiori delle Chiese orientali, con cui ha poi scambiato la pace, ricordando la testimonianza fino al martirio di queste comunità cattoliche.

Se viene a mancare la sete del Dio vivente, la fede rischia di diventare abitudinaria, rischia di spegnersi, come un fuoco che non viene ravvivato. Lo ha detto il Papa, sabato sera, parlando ai catecumeni, provenienti da diverse parti del mondo, stretti attorno al Vescovo di Roma per un lungo momento di preghiera caratterizzato dalla presentazione di molte e diverse testimonianze di fede. Nell'omelia Papa Francesco ha commentato il Vangelo di Giovanni dell'incontro di Gesù con il Battista. I tre momenti del racconto, ha detto il Papa, sono l'ascolto dell'annuncio, l'incontro con il Maestro, il camminare insieme.

Quello sportivo è un linguaggio universale, che supera confini, lingue, razze, religioni e ideologie; possiede la capacità di unire le persone, favorendo il dialogo e l'accoglienza. Lo ha ribadito Papa Francesco nel discorso agli esponenti dei Comitati Olimpici europei. Il Papa ha sottolineato il legame tra la Chiesa e lo sport per promuovere i sani valori umani, nel segno della fratellanza universale, come dicono i cinque anelli intrecciati che sono simbolo del Comitato Olimpico. Papa Francesco ha poi messo in guardia dal far entrare i parametri economici o la vittoria come unico mezzo di valutazione dei risultati perché il vero sport è armonia, ma se prevale la ricerca smodata del denaro e del successo, si rompe

«Le persone anziane sono sempre state protagoniste nella Chiesa, e lo sono tuttora. E oggi più che mai la Chiesa deve dare esempio a tutta la società del fatto che esse, malgrado gli inevitabili ‘acciacchi’, a volte anche seri, sono sempre importanti, anzi, indispensabili». Lo ha detto stamattina Papa Francesco, ricevendo nell’Aula Paolo VI i partecipanti alla Conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari.

Il rugby è uno sport che richiede lotta ed impegno. Ma soprattutto l'importante è avanzare insieme, non correre mai da soli, fino ad arrivare alla méta. Lo ha detto Papa Francesco che venerdì mattina ha incontrato le nazionali di rugby di Argentina ed Italia, in vista della partita di sabato, e che hanno presentanto anche le iniziative caritative in corso. Nel breve saluto Papa Francesco ha augurato ai giocatori di mettere in pratica il lavoro di squadra e la lealtà che ci sono in campo anche fuori dal campo, nella vita. Ma -- ha concluso -- voi pregate per me, perché anch'io, con i miei collaboratori, facciamo una buona squadra.

Maria è la madre della speranza e da Lei nasce l'insegnamento a guardare al domani con speranza e a non fermarsi all'oggi. E' il messaggio che Papa Francesco ha consegnato ieri pomeriggio alle monache benedettine camaldolesi all'Aventino, in occasione della sua visita al monastero di Sant'Antonio Abate, nella Giornata delle Claustrali, dedicata a tutte le comunità di clausura.  Maria è la madre della speranza. Alle monache che lo hanno ascoltato, e alla loro Abbadessa, il Papa ha ricordato tutti i sì della vita della Vergine, a partire da quello dell'annunciazione e per questo Maria diventa l'icona più espressiva della speranza cristiana